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Vaticano: Siria rispetti i diritti umani

Vaticano: Siria rispetti i diritti umani

Il conteggio dei morti dall’inizio delle rivolte in Siria sarebbe salito al oltre 4000, sebbene sia decisivo capire che questi dati sono molto incompleti e non comprendono la sorte delle migliaia di persone che in tutto il paese vengono prelevate dalle proprie case oppure arrestate durante le manifestazioni e portate chissร  dove, probabilmente in campi di lavoro governativi. Insomma una situazione insostenibile in cui il governo continua a fare quello che vuole infischiandosene dei diritti umani.

La Siria รจ un paese con una bassa percentuale di cristiani, ma papa Benedetto XVI ha voluto comunque dedicare un pensiero alla situazione del popolo che abita quelle terre, facendo un invito a rispettare i diritti umani, mentre รจ evidente un’intensa attivitร  diplomatica della santa sede anche nel fare pressioni sui paesi cattolici per intervenire sulla vicenda per proporne una soluzione positiva.

La santa sede rinnova dunque la sua โ€œgrande preoccupazioneโ€ per quanto sta accadendo in Siria e lo fa subito dopo la notizia diffusa dalle agenzia degli scontri di ieri a Mons, in cui ci sarebbero stati 18 morti secondo le stime ufficiali.

Silvano Tommasi, rappresentante permanente presso l’Onu a Ginevra, ha detto ai microfoni della Radio Vaticana quello che vorrebbe chiedere alla comunitร  internazionale a questo riguardo, cioรจ: โ€œnon solo di muoversi con delle sanzioni, ma di garantire per un dopo-crisi in cui ci sia una giusta partecipazione di tutte le forze del Paese per una ricostruzione ed una possibilitร  di convivenza serena e pacificaโ€.

Al momento perรฒ le Nazioni Unite non sembrerebbero inclini a seguire questa indicativa con risorse maggiori di quelle stanziate e se da un lato sembra ormai prossima una condanna anche da parte di altre nazioni e conseguenti sanzioni, in particolare da Russia e Cina (che hanno importanti interessi nell’area da sempre). Rimane improbabile una missione simile a quella messa in atto per la Libia, che rimane categoricamente esclusa da tutte le parti in gioco.

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