Strasburgo condanna l’Italia per il respingimento degli immigrati in Libia

La Corte Europea dei Diritti Umani ha deciso di condannare l'Italia per il "caso Hirsi". Dovrà risarcire con 15 mila euro, 22 delle 24 vittime presenti sull'imbarcazione che nel 2009 fu respinta a poche miglia a sud di Lampedusa.

di Massimiliano Dramis 23 Febbraio 2012 12:47

Italia condannata per il cosiddetto “caso Hirsi”. La vicenda a cui si fa riferimento è datata 2009, quando  le autorità italiane individuarono un’ imbarcazione ad alcune miglia a sud di Lampedusa, con a bordo circa 200 persone di nazionalità somala ed eritrea.

Come ricorda il Cir, Consiglio Italiani Rifugiati: “i migranti sono stati trasbordati su imbarcazioni italiane e riaccompagnati a tripoli contro la loro volontà, senza essere prima identificati, ascoltati nè preventivamente informati sulla loro effettiva destinazione”. Quindi dopo 3 anni è arrivata la sentenza, difatti la Corte Europea dei diritti umani ha deciso che in riferimento a questo caso il nostro paese avrebbe infranto l’articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, cioè quello inerente i trattamenti degradanti e la tortura.

Sempre riguardo il “caso Hirsi” il Cir aggiunge: “La maggior parte è stata reclusa per molti mesi nei centri di detenzione libici, dove ha subito violenze e abusi di ogni genere. Due ricorrenti sono deceduti nel tentativo di raggiungere nuovamente l’Italia a bordo di un’imbarcazione di fortuna. Altri sono riusciti a ottenere protezione in Europa, un ricorrente proprio in Italia. Prima respinti e poi protetti, a dimostrazione della contraddittorietà e insensatezza della politica dei respingimenti”.

L’Italia, quindi dovrà versare un risarcimento di 15 mila euro, oltre le relative spese, a 22 delle 24 vittime, visto che due ricorsi  sono stati giudicati “non ammissibili”. Inoltre  si è deciso di condannare il nostro paese per la “violazione dell’articolo 4 del protocollo 4” , cioè quella relativa al divieto delle espulsioni collettive.

Ovviamente sono già arrivati i primi commenti alla sentenza. Uno fra tutti, è quello di Christopher Hein, direttore del Consiglio italiano per i rifugiati: “Si tratta della più importante sentenza della corte di Strasburgo riguardante i respingimenti attuati dall’Italia verso la Libia, a seguito degli accordi bilaterali e del trattato di amicizia italo-libico siglati dal precedente governo Berlusconi. E’ una sentenza storica il verdetto sulla prima operazione di respingimento fatta dall’Italia. Vieterà in modo definitivo e inderogabile le operazioni di respingimento di migranti intercettati o soccorsi anche in acque internazionali. La pronuncia della corte marca così un principio fondamentale di cui anche l’attuale governo non potrà non tenere conto nel rinegoziare gli accordi di cooperazione con il governo di transizione libico” .

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