Strage di Strasburgo, è morto Antonio Megalizzi

Il reporter italiano era rimasto gravemente ferito nell'attacco terroristico di martedì sera

di fabiana 14 dicembre 2018 19:30

È morto il giornalista italiano Antonio Megalizzi rimasto ferito gravemente ferito alla testa martedì sera nel corso dell’attentato al mercatino di Natale di Strasburgo. 

Arriva a quatto il numero delle vittime terrorista Cherif Chekatt, ucciso ieri sera dopo un blitz della polizia a distanza di 48 ore dall’attacco terroristico già rivendicato dall’Isis. 

Purtroppo siamo costretti a confermare che il nostro collega Antonio ci ha lasciati. I nostri pensieri vanno alla famiglia e a tutti i suoi amici e colleghi. Vi preghiamo di rispettare il momento doloroso. 

Il messaggio su Twitter di Europhonica, la web radio con il cui il giovane Antonio, 29 anni, collaborava e per il quale si trovava a Strasburgo il giorno dell’attentato.  

Profondo dolore per la morte di Antonio #Megalizzi, un giovane con una grande passione per il giornalismo, per la radio, per le inchieste e per le istituzioni europee. Un pensiero commosso ai suoi familiari e alla sua ragazza, insieme alla solidale vicinanza di tutto il Governo. 

È il messaggio via Twitter del premier Giuseppe Conte.

Una preghiera per Antonio Megalizzi, l’impegno che non si muoia più così. 

È invece il messaggio del vicepremier Matteo Salvini. 

Le condizioni di Megalizzi erano apparse disperate sin dal primo istante  perché il giovane era stato colpito da uno dei proiettili di Cherif Chekatt alla base del collo, da dietro a pochi millimetri dal midollo spinale. Eta stato dichiarato inoperabile e da subito i responsabili dell’ospedale Hautpierre, dove era ricoverato, avevan confermato la gravità della situazione. 

Voleva raccontare il mondo e favorire la conoscenza di quelle diversità e differenze che sono la ricchezza dell’Europa unita. Diversità e differenze che sono, invece, odiate dall’integralismo fanatico di ogni natura e colore. Il nome di Antonio Megalizzi entra, purtroppo, di diritto nell’elenco di chi ha perso la vita perché aveva scelto di essere “guardiano di verità. 

Scrive in una nota l’FNSI, Ordine dei giornalisti, Associazione Regionale di Stampa e Ordine del Trentino Alto Adige.

photo credits | instagram

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