Stop all’Imu per gli immobili della Chiesa

Il Consiglio di Stato ha bocciato il decreto del ministero per l'applicazione dell'imposta sugli enti non commerciali: “Non ha potere regolamentare”.

di Daniela Santoni 8 Ottobre 2012 16:21

Stop all’Imu sulle immobili ecclesiastici. Il Consiglio di Stato ha bocciato il decreto del ministero del Tesoro per l’applicazione della controversa imposta sugli enti non commerciali, e quindi anche sulla Chiesa. “Se ci sono questioni tecniche da risolvere è giusto che si faccia piena luce, poi, come sempre accade, le diocesi, gli ordini religiosi e gli enti ecclesiastici rispetteranno le norme”, commentano a caldo in Segreteria di Stato.“È un accertamento di natura giuridica rispetto al quale non abbiamo altro da fare che attenderne l’esito”, evidenziano dal Vaticano. Intanto però, scoppia la polemica da parte di ampi settori della politica e di normali cittadini. Il decreto, secondo Palazzo Spada, in molte parti “esula” dalle competenze che erano state affidate dalla legge. Il ministero dell’Economia, con il decreto sull’Imu perla Chiesa, è praticamente andato oltre i poteri regolamentari che gli erano conferiti espressamente dalla legge. Ora il Tesoro dovrà rispondere entro fine anno dal momento che la legge prevede il via alla applicazione dell’imposta dal primo gennaio 2013.

“Trattandosi di un decreto ministeriale – si legge nel parereil potere regolamentare deve essere espressamente conferito dalla legge e, di conseguenza, il contenuto del regolamento deve essere limitato a quanto demandato”. Deve invece “essere rilevato – fa notare il Consiglio di Stato – che parte dello schema in esame è diretta a definire i requisiti, generali e di settore, per qualificare le diverse attività come svolte con modalità non commerciali. Tale aspetto esula – si sottolinea nel parere – dalla definizione degli elementi rilevanti ai fini dell’individuazione del rapporto proporzionale in caso di utilizzazione dell’immobile mista ‘c.d. indistinta’ e mira a delimitare, o comunque a dare una interpretazione, in ordine al carattere non commerciale di determinate attività”. E ancora: “L’amministrazione ha compiuto alcune scelte applicative, che non solo esulano dall’oggetto del potere regolamentare attribuito, ma che sono state effettuate in assenza di criteri o altre indicazione normative atte a specificare la natura non commerciale di una attività”. Il Consiglio di Stato, bocciando il decreto del tesoro sull’Imu alla Chiesa, non solo critica il fatto che il ministero abbia “esulato” dalle proprie competenze regolamentari ma anche l’ “eterogeneità” dei criteri utilizzati per le convenzioni con lo Stato per le attività erogate dalle onlus in campo sanitario, culturale o sportivo.

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