Sms per i terremotati in Emilia, i soldi non sono mai arrivati

Un complesso iter burocratico impedisce l'afflusso diretto dei 15 milioni di euro inviati dagli italiani a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma.

di Simona Vitale 8 Ottobre 2012 13:13

Ricorderete tutti il devastante terremoto che lo scorso 20 maggio ha messo in ginocchio l’Emilia Romagna spezzando vite e distruggendone per sempre altre. In siffatta tragica circostanza, milioni sono stati gli italiani che si sono prontamente attivati per aiutare le popolazioni colpite dal sisma nella maniera più concreta possibile; principalmente attraverso la donazione di denaro tramite telefono cellulare e rete fissa. Un costo di due euro per ogni messaggio o chiamata effettuati al numero attivato dalla Protezione Civile, il 45500, dal 29 maggio al 10 luglio scorsi e che erano destinati alle persone colpite.

Parliamo di una somma di oltre 15 milioni di euro, mai giunti a causa del complesso iter burocratico. I vari gestori telefonici Vodafone, Wind, Tim, prima di versare alla Tesoreria dello Stato l’importo corrispondente agli sms, devono effettivamente incassare la cifra e i tempi sembrano davvero essere lunghi. Con le schede prepagate ci sono, infatti, contratti e bollette legate all’invio dei messaggi di aiuto alle popolazioni dell’Emilia. Pertanto, al momento nelle casse di Bankitalia, risultano depositati per l’Emilia soltanto poco più di 7 milioni di euro.

Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile, ha spiegato: “Purtroppo l’iter non si può comprimere più di tanto, se si vuole assicurare trasparenza”. Come spiega uno dei tecnici della stessa Protezione Civile, i 15milioni non sarebbero versamenti veri e propri, bensì una promessa di versamento, proprio perché i gestori, prima di incassare tale cifra, devono incassarla effettivamente. Un complesso percorso, dunque, quello che deve essere effettuato da un singolo sms prima di dare un aiuto concreto.

Si parte dal gestore, si passa per il centro di fatturazione e lo smistamento, per poi arrivare alla Banca d’Italia. Indi deve poi ripartire ed arrivare al dipartimento della Protezione civile e contabilità speciale del Commissario straordinario, che nel caso del sisma dello scorso 20 maggio sono i tre governatori dell’Emilia, Vasco Errani, della Lombardia, Roberto Formigoni e del Veneto, Luca Zaia.

Il direttore nazionale dell’Anci, associazione dei comuni italiani, Angelo Rughetti, e responsabile dell’Ufficio di coordinamento del Commissariato, afferma che: “Gabrielli è sempre stato molto esplicito: i tempi saranno medio lunghi perché c’è una cornice di buona riuscita che va garantita”. Non si esclude che il processo, però,  in futuro possa semplificarsi, confluendo in canali paralleli e più diretti.

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