Sinistra greca dice no al governo dei “banchieri”

L'estrema sinistra greca non accetta il compromesso fra i maggiori partiti, che hanno deciso di votare le misure di austerity e poi condurre il paese con un governo di unità nazionale. Quindi protesta nelle strade di Atene.

di Vincenzo Avagnale 9 Novembre 2011 20:03

Il premier greco Papandreou si allea con il suo avversario politico dell’opposizione e dopo le riforme si dimetterà, ma la soluzione proposta per accogliere le misure volute dall’Europa per inviare gli aiuti necessari a superare dicembre, dopo il quale le casse del governo di Atene rischiano di essere vuote mandando in banca rotta la Grecia.

Nonostante l’estremo pericolo in cui si trova il paese l’estrema sinistra greca non ci sta e non vuole o non può capire il sacrificio necessario per evitare una crash del paese e di tutta l’Eurozona. Protestano quindi, sull’onda dell’indignazione del popolo in sommossa per la follia in cui la sua classe politica l’ha gettata. Contro i banchieri è anche rivolta la loro protesta e le due cose finiscono col fondersi nello slogan “no al governo dei banchieri“.

Ogni Paese è troppo impegnato a badare ai propri interessi e operare per difenderli. La mancanza di una politica comune europea ci ha portato a questo punto e sfortunatamente non hanno imparato niente dalla crisi economica del 2008” ha detto Christos, un banchiere in pensione che ha partecipato alla protesta ad Atene.

E’ deludente che i leader europei hanno perso il treno quando la crisi greca è iniziata due anni fa’, ma naturalmente la Grecia ha le sue colpe. I suoi leader hanno sbagliato, ma esiste un problema di leadership generale” ha detto invece Niarchos, un ex medico fra i manifestanti.

Fra gli altri problemi che il governo di unità nazionale formatosi in barba all’estrema sinista dovrà affrontare insieme a quelli dovuti alla necessaria austerity per la crisi ci sono: la delusione di un’intera nazione, un’evasione fiscale al 30% ed un rapporto tra debito pubblico e Pil arrivato al 160%.

La Grecia dovrà presto però capire che le sue proteste sono si giuste, ma non possono essere prese in considerazione adesso. Ora è il momento dei sacrifici. Il momento per le polemiche e le condanne arriverà fin troppo presto, ma non si può intervenire efficacemente e litigare in un momento come questo.

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