Scuola pubblica in crisi, boom di iscrizioni nelle paritarie

Gli studenti delle private sono il 10% (22mila) in più rispetto al 2004. L'Italia è, tra i paesi economicamente sviluppati, quello che investe meno in istruzione e ricerca.

di Gianni Monaco 16 Dicembre 2011 16:44

La scuola italiana è sempre più in crisi. Non è retorica, ma è un dato di fatto che le istituzioni educative, negli ultimi decenni, hanno perso centralità e prestigio. Grande colpa è della politica, che invece di valorizzare la scuola ha pensato soprattutto ad attaccare gli insegnanti e a operare tagli notevoli. Tra i paesi ricchi, l’Italia è il paese che meno investe nell’istruzione e nella ricerca: siamo intorno all’1% del Pil. Un dato eloquente, che la dice lunga sulla sensibilità della classe politica rispetto al tema.

A essere più in difficoltà è la scuola pubblica. Stando a quanto scrive il sito di Repubblica, negli ultimi 7 anni il numero di studenti iscritti è rimasto stabile. C’è stato, invece, un vero e proprio boom di iscrizioni nelle scuole paritarie. Gli alunni, dal 2004 ad oggi, sono aumentati del 10%. Gli studenti delle scuole private sono 22mila in più. Ma come spiegare questo trasloco? I motivi sono molteplici: vanno dai tagli agli insegnanti, alle strutture fatiscenti nel pubblico. Nel nostro paese alcune classi sono ormai moltissime le classi che hanno più di 30 alunni. Le norme di sicurezza, invece, indicherebbero cifre ben inferiori. Cambierà qualcosa col governo Monti?

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