San Raffaele, aereo da 20 milioni per evitare il check-in a don Verzé

La testimonianza di una dipendente rivela il motivo che è alla base dell’acquisto dell’aereo: evitare inutile fatiche a Don Luigi Verzé.

di David Spagnoletto 18 Novembre 2011 17:36

Evitare il check-in a Don Luigi Verzé. E’ questo il motivo per cui, nel 2007, la Fondazione San Raffaele di Milano ha acquistato l’aereo Bombardier Challenger 604, almeno a sentire la testimonianza di una dipendente dell’amministrazione contabilità della Fondazione, resa il 17 agosto scorso.

Alla domanda dei pm se ritenesse “comprensibile” spendere 20 milioni di euro per un aereo, in merito all’inchiesta della procura di Milano sul dissesto finanziario della Fondazione San Raffaele del Monte Tabor, la testimone ha detto:

“La decisione è stata di Don Verzé e Cal (Mario Cal, ex vicepresidente poi suicidatosi). Convengo che si è trattata di una operazione sopra le righe. Non so dire quanto venga sfruttato l’aereo. So che viaggia su Roma, Olbia e Brasile. Nessuno ci ha mai chiesto di calcolare comparativamente la convenienza di fruire di normali servizi di linea. Posso dire che il Don (Luigi Verzé), vista l’età, non accetta facilmente dei normali check-in quando viaggia in aereo. Convengo che non è esattamente una motivazione seria per fare una spesa così enorme”.

Secondo la testimone, la decisione venne presa da don Verzè ed il suo braccio destro Mario Cal – suicidatosi lo scorso luglio – perché il prete “non accetta facilmente dei normali check-in quando viaggia in aereo”.

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