Trending
{"ticker_effect":"slide-h","autoplay":"true","speed":3000,"font_style":"normal"}
Russia, bambini costretti a vivere nelle catacombe: incriminata setta

Russia, bambini costretti a vivere nelle catacombe: incriminata setta

Sono stati scoperti casualmente dalle forze dell’ordine russe nella repubblica autonoma del Tatarstan, precisamente nella città di Kazan. Parliamo di 27 bambini e di 38 adulti segregati per anni nelle catacombe. La scoperta è avvenuta per caso in quanto gli inquirenti stavano indagando relativamente agli attacchi ad alcuni esponenti politici musulmani moderati, finendo per scoprire, invece, dei locali in cui 65 persone erano rinchiuse, prive sia di ventilazione che di finestre. Le persone facevano tutte parte di una setta, ritenuta illegale, che costringeva i suoi adepti a vivere nelle catacombe, in modo da essere preservati dalla corruzione del mondo esterno.

Tra le persone costrette a vivere nell’oscurità anche dei bambini, di età compresa tra 1 e 17 anni, alcuni dei quali mai hanno visto la luce del sole. Altre persone, tra cui il fondatore della setta, l’83enne Faizrakhman Sattarov sono state arrestate. L’ombudsman presidenziale per i diritti dei minori Pavel Astakhov ha dichiarato alle agenzie che “le vittime dovranno essere sottoposte a una lunga riabilitazione”.  Solo ad alcuni dulti era concesso di uscire dalla casa costruita in mattoni e che apparentemente appariva come un edificio di 3 piani su una proprietà di 700 metri quadrati, nascondendo in realtà ben 8 sottolivelli.

“Verranno con bulldozer e pistole, ma possono demolire questa casa sui nostri cadaveri” ha dichiarato a Vesti television, Gumer Ganiyev ritenuto dai media locali il vice profeta della setta. Il leader della comunità,Sattarov,  era convinto di essere una sorta di profeta dagli anni sessanta, quando interpretò le scintille del cavo elettrico di un bus, come una specie di illuminazione divina nei suoi confronti. L’oggi 83enne Sattarov e i suoi discepoli iniziarono ad isolarsi una decina di anni fa, costringendo anche i bambini a seguire la medesima dottrina.

Il vice procuratore di Kazan, Irina Petrova, ha riferito che i minori sono stati affidati ad ospedali e orfanotrofi, mentre i genitori sono stati formalmente incriminati per abusi su minori. Il “profeta” è anche accusato di “arbitrarietà”, un reato che il codice penale russo attribuisce a chi da solo costituisce delle regole contrarie alla legge.

Lascia un commento