Condannato a morte graziato in Usa: troppo grasso per l’iniezione

Ronald Post dovrà scontare il resto della sua vita dietro le sbarre, senza possibilità alcuna che gli venga concessa la libertà vigilata.

di Simona Vitale 18 Dicembre 2012 9:47

Il Governatore dell’Ohio (USA), John Kasich,ha deciso di graziare un uomo condannato a morte, tal Ronald Post, in quanto, essendo troppo grasso, l’iniezione letale rischiava di non bastare ad ucciderlo. La decisione di Kasich di concedere la clemenza a Post riflette la raccomandazione della misericordia della commissione per la libertà condizionale dello Stato. Kasich, che ha comunque condannato al carcere a vita Post, senza possibilità di libertà vigilata, non ha menzionato la pretesa obesità nella sua dichiarazione. Post stava combattendo contro la sua esecuzione prevista per il mese di gennaio per il fatto che lui è troppo grasso per essere umanamente messo a morte nella corte federale. Post doveva morire il prossimo 16 gennaio per l’uccisione di una donna impiegata di un motel, Elyria Helen Vantz, nel corso di una rapina avvenuta nel 1983.

I figli della donna, William e Michael, ritengono che la presunta obesità di Post sia un modo alquanto vigliacco di non pagare il suo debito con la Giustizia. Quando il governatore ha preso la sua decisione nel corso della giornata di lunedì, ha detto che tutti i criminali imputati, indipendentemente dal genere di crimine commesso, meritano una difesa adeguata e ha ribadito che “questa decisione non deve essere vista da qualcuno come un’attenuante di questo terribile crimine o del dolore che esso ha causato”. La commissione per la libertà condizionale ha respinto le arringhe degli avvocati di Post secondo il quale l’uomo meriterebbe misericordia  per un ragionevole dubbio sulla sua colpevolezza riguardante la morte di Helen Vantz.

Post ha preso vita di Vantz, devastando le vite dei suoi cari. I tre quinti della Commissione hanno accettato che la pena capitale, alla quale l’uomo era stato condannato, fosse commutata all’ergastolo senza possibilità di libertà vigilata a causa di molte omissioni e discutibili decisioni prese dai suoi avvocati precedenti e perché tale rappresentanza legale non soddisfa le aspettative per un caso di pena di morte. Gli avvocati di post sostengono che i pubblici ministeri abbiano travisato le parole di Post a proposito del suo coinvolgimento nella morte di Vantz. L’uomo avrebbe confessato la rapina, ma non l’omicidio. “La difesa della pena di morte dovrebbe essere riservata per i casi in cui la prova di colpevolezza è affidabile e il sistema giuridico ha prodotto un solo risultato”, riferiscono gli avvocati di Post, aggiungendo “Nessuno dei due criteri è stato incontrato in questo caso”.

Commenti