Roma: verranno rimossi i lucchetti dell’amore, ma Moccia non è d’accordo

L'autore di Scusa ma ti chiamo amore va all'attacco: "A ponte Milvio i lucchetti potevano restare. E poi se proprio da quel ponte ci si affaccia a destra, si vedono tante baracche che sono manifestazione di incapacità politica".

di Gianni Monaco 13 dicembre 2011 14:23

L’amministrazione romana guidata da Gianni Alemanno ha dichiarato guerra ai cosiddetti lucchetti dell’amore. Sono concentrati in diversi punti della capitale e secondo la giunta di centrodestra violano monumenti e ponti storici. Ma cosa ne pensa Federico Moccia, lo scrittore che i lucchetti ha contribuito a renderli famosi grazie ai suoi romanzi? Lo ha intervistato il quotidiano la Repubblica.

Per Moccia la scelta dell’amministrazione Alemanno è in parte condivisibile, ma in parte anche ipocrita: “Sul fatto di togliere i lucchetti dai monumenti in genere sono d’accordo, come è accaduto al ponte di Rialto e a Castel Sant’Angelo – ha detto l’autore di Scusa ma ti chiamo amore. – Lì la rimozione è stata giustissima. Ma a ponte Milvio i lucchetti potevano restare. E poi se proprio da quel ponte ci si affaccia a destra, verso Corso Francia, si vedono tante baracche che sono il manifesto più evidente dell’incapacità del politico che ha proposto la rimozione dei lucchetti. Per prima cosa e per decenza sarebbe stato giusto pulire quella parte, rimuovere le baracche, dare alloggio a chi ci abita. Come mai – si chiede Moccia – non se ne sono preoccupati?”.

I cosiddetti lucchetti dell’amore non sono una moda diffusa solo a Roma, ma anche in molte città d’Italia e del mondo. Merito anche del film Ho voglia di te, tratto un libro dello stesso Moccia.

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