Roma: premiata Lina Ben Mhenni, blogger protagonista della primavera tunisina

"Non ci aspettavamo un cambiamento immediato - ha detto a Repubblica. - Anzi, pensavamo che ci sarebbero voluti mesi e mesi. La cacciata di Ben Alì è stata solo il primo passo".

di Gianni Monaco 23 Dicembre 2011 20:30

Lina Ben Mhenni ha 27 anni. E’ mululmana, anche se veste come qualunque coetanea occidentale. E’ figlia del fondatore di Amnesty International in Tunisia. Come il padre si batte per i diritti umani e civili nel paese nordafricano, ma non sogna un futuro in politica. Lina è diventata una delle protagoniste della rivoluzione tunisina. Rivoluzione, si fa per dire. Visto che di cambiamenti profondi, nel paese arabo, ancora non se ne sono visti.

La ragazza ha appena ricevuto il premio Roma per la pace. Il motivo? Con il suo blog, A Tunisian Girl, ha denunciato gli abusi del regime e ha coordinato la contestazione popolare. La dittatura di Ben Alì è crollata. Ma il cammino verso la democrazia è ancora molto lungo.

“Non ci aspettavamo un cambiamento immediato – ha detto a Repubblica la blogger nordafricana. – Anzi, pensavamo che ci sarebbero voluti mesi e mesi. La cacciata del dittatore è stata solo il primo passo, il più piccolo. La rivoluzione andrà avanti, ma ci vuole tempo. Le richieste delle persone scese in strada erano soprattutto economiche. E – ha aggiunto la blogger – da questo punto di vista i tunisini non credono che sia cambiato molto. I politici? Loro pensano a ottenere il potere, non si preoccupano dei bisogni dei cittadini. E le persone che facevano parte del vecchio regime – ha detto ancora Lina – si stanno già riciclando con i nuovi partiti politici”.

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