Manovra Monti: fisco, pensioni e sviluppo economico le principali priorità

Pensioni, piano casa, patrimoniale ed evasione fiscale: ecco i punti della manovra Monti che lunedì sarà presentata al Cdm.

di Daniela Caruso 2 Dicembre 2011 23:22

Lunedì la manovra del Governo Monti approderà in Cdm e prevede circa 25 miliardi per la correzione dei conti e per la crescita economica dell’Italia. Temi portanti di tale manovra sono lo sviluppo, le pensioni, il fisco. Il Governo sta lavorando, principalmente, sull’aumento di due punti percentuali delle aliquote Irpef più alte e una tassa sui beni di lusso, come le barche, per le quali si va sostanzialmente a tassare lo stazionamento in acqua; oltre a questo, l’imposta andrebbe a colpire anche gli immobili di pregio. Sarebbe riconfermato anche il ritorno dell’Ici sulla prima casa e un aumento ulteriore dell’Iva (se non viene aumentato l’Irpef). Si aggiungono, poi, un’imposta per gli investimenti in ricerca, sgravi Irap e bonus energia prorogato per i prossimi tre anni al 55%.

La manovra, dunque, punta alla correzione del deficit, attraverso una serie di interventi che stimolino la crescita, attraverso una politica di rigore ed equità. Nella manovra Monti sarebbe incluso anche il cosiddetto “pacchetto casa” e una patrimoniale più soft, che inciderebbe, maggiormente, su coloro che posseggono più abitazioni. Sull’abitazione principale dovrebbe essere applicata una tassazione base, con relative detrazioni in base al reddito posseduto. L‘evasione fiscale è un altro argomento delicato, al quale il Governo intende rimediare attraverso diverse misure, come l’abbassamento a 500 euro della soglia di tracciabilità del denaro contante. Sul fronte delle pensioni la situazione si complica: sarebbero stati studiati degli interventi che prevedono la cancellazione della finestra mobile, lo slittamento di dodici o diciotto mesi per lavoratori dipendenti e autonomi per quel che concerne il pensionamento, che avviene allo scoccare dei 40 anni di contribuzione.

Una manovra che non convince molto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, la quale, all’interno della manovra, dice di non aver ancora trovato delle misure che rispettino i criteri di equità e rigore sottolineati dal governo, soprattutto per quel che riguarda il sistema pensionistico, anche se si aspetta che la manovra, presentata in forma definitiva, faccia realmente il bene del Paese.

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