Renzi: “No a baratti e governissimi”. M5S: “Non facciamo alleanze”

Il sindaco di Firenze smentisce di essere pronto a fare il premier. Grillo: "E' in atto il mercato delle vacche, ma il M5S non è in vendita".

di Luca Fiorucci 1 marzo 2013 23:50
Matteo Renzi

Il sindaco di Firenze Matteo Renzi è intervenuto oggi nel dibattito post-elettorale apertosi nel Pd, per dire innanzitutto che la sfida delle elezioni “il centrosinistra l’ha persa”: La vittoria numerica alla Camera non è sufficiente e lo sappiamo. E non si dica “Ah, gli italiani si son fatti abbindolare, non ci hanno capito”, come ha detto qualche solone dei nostri in tv nelle ore della dèbacle. Gli italiani capiscono benissimo i politici: semmai non sempre accade il contrario” ha affermato. Il sindaco di Firenze ha spiegato comunque di non voler “pugnalare alle spalle” il segretario Bersani, mentre attacca indirettamente uno dei principali bersagli della sua “rottamazione”, ovverosia Massimo D’Alema.

Nella sua newsletter, Renzi ha scritto infatti: “Pensiamo di uscirne vivi offrendo a Grillo la Camera e a Berlusconi il Senato, secondo gli schemi che hanno fallito in passato?”, riferendosi implicitamente a quanto aveva proposto l’ex premier sul “Corriere della Sera”. Il sindaco di Firenze sembra quindi essere d’accordo con Bersani, e sostiene che “Grillo non va rincorso, va sfidato“, perchè, ha aggiunto, “la priorità è rimettersi in sintonia con gli italiani, non giocare al compro-baratto e vendo dei seggi grillini. Togliere il finanziamento pubblico ai partiti, subito, come primo atto del nuovo Parlamento, con efficacia immediata sarebbe come dire ai cittadini: ok, abbiamo capito la lezione. Adesso scriviamo una pagina di storia nuova“.

Renzi, comunque, ha smentito categoricamente le indiscrezioni che lo vedevano pronto a fare il premier: “Ciò che volevo per l’Italia l’ho detto nelle primarie. Ho perso. Adesso faccio il sindaco” ha spiegato. Intanto, il leader del M5S Beppe Grillo continua a non volerne sapere della proposta di Bersani di fare un governo a termine su alcuni punti che possano trovare anche il consenso dei “grillini”, e sul suo blog ha scritto:

“In questi giorni è in atto il mercato delle vacche. Al Movimento arrivano continue offerte di presidenze della Camera, di commissioni, persino di ministri. Il Pdmenoelle ha già identificato a tavolino le persone del M5S per le varie cariche dando loro la giusta evidenza mediatica sui suoi giornali e sulle sue televisioni. Per attuarlo però ci devono essere persone disposte a vendersi. E il M5S, i suoi eletti, i suoi attivisti, i suoi elettori non sono in vendita. Bersani è fuori dalla storia e non se ne rende conto. I giochini sono finiti e quando si aprirà la voragine del Monte dei Paschi di Siena forse del pdmenoelle non rimarrà neppure il ricordo”.

Dal Pd, hanno replicato su twitter: “Nessuna trattativa nè calcolo sottobanco“. Sulla questione delle alleanze è intervenuto anche l’ideologo del M5S, Gianroberto Casaleggio, che al “Guardian” ha dichiarato: “Non appoggeremo nessun governo“, il Movimento “voterà per tutte quelle proposte che sono parte integrante del programma”.

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