Provenzano, tentato suicidio in cella: giallo sulla vicenda

Il boss avrebbe cercato di soffocarsi con un sacchetto di plastica. Tempestivo sarebbe stato l'intervento di una guardia.

di Simona Vitale 11 Maggio 2012 10:05

Il superboss di Cosa Nostra, Bernardo Provenzano, avrebbe tentato di togliersi la vita nella sua cella nel carcere di Parma, nella notte tra mercoledì e giovedì, infilando la testa in un sacchetto di plastica. Tuttavia, del tentato suicidio si sarebbe appreso solamente ieri. A salvare Provenzano sarebbe stata una guardia del GOM, gruppo operativo speciale del DAP. Tuttavia, però, sulla vicenda aleggia una sorta di mistero dal momento che, proprio secondo il DAP, il tentato suicidio sarebbe una messinscena. Difatti il boss, che è stato recentemente sottoposto a delle perizie che hanno dimostrato la sua capacità di intendere e di volere, starebbe cercando invece in tutti i modi di dimostrare la sua pazzia.

Sembra che la sera fatidica, quando l’addetto alla sorveglianza, un poliziotto penitenziario del Gruppo Operativo Mobile si è avvicinato, Provenzano avrebbe infilato la testa in un piccolo sacchetto di plastica normalmente tenuto per conservare i farmaci. In ogni caso sembra che l’intervento della Guardia sia stato tempestivo. L’avvocato Rosalba De Gregorio, legale di Provenzano, si è subito interrogata sul perché tale sacchetto di plastica fosse nella cella del suo assistito, facendo notare che da quando altri mafiosi detenuti in regime di 41bis (carcere duro) avrebbero tentato il suicidio, ai detenuti in regime di carcere duro non sarebbe consentito tenere alcun oggetto pericoloso in cella. Il legale ipotizzerebbe dunque più che un tentato suicidio, celatamente un modo per eliminare Provenzano. Fa sapere inoltre la De Gregorio che né lei né la famiglia del boss sono stati prontamente avvertiti del presunto tentato suicidio.

Provenzano è stato arrestato nel 2006 in un casolare nei pressi di Corleone. Il boss è attualmente detenuto in un reparto speciale del carcere di Parma ed è reduce da un tumore alla prostata, soffre di un inizio di morbo di Parkinson e di un encefalite destinata solo a peggiorare. Pertanto, anche a seguito dell’episodio del presunto suicidio, il suo legale chiederà al Presidente della Corte d’Appello se effettivamente le condizioni di Provenzano siano compatibili con il regime di detenzione carceraria.

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