Palermo: rubate 2 moto alla squadra mobile della Boris Giulano

Le telecamere riprendono il ladro in azione. I poliziotti denunciano: "Per i tagli decisi dal Viminale abbiamo ridotto gli addetti alla sicurezza".

di David Spagnoletto 25 Ottobre 2011 17:35

Due moto Honda Chiocciola in dotazione alla polizia sono state rubate domenica scorsa. E’ successo a Palermo, dove alla stazione Boris Giuliano, un uomo, vestito con jeans bianchi e maglietta scusa, è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianze mentre eseguiva il furto. Furto che ha avuto due momenti diversi, a mezz’ora di distanza l’uno dall’altro.

Il ladro, infatti, ha agito indisturbato portando via i due motoveicoli in due tempi diversi. Motoveicoli che vengono usati dalle varie sezioni della Mobile per le indagini in borghese, atte a combattere, fra l’altro, per ironia della sorte, anche i furti nella zona.

Riguardo all’accaduto, i poliziotti della Mobile hanno detto: “Abbiamo paura che questo colpo sia stato messo a punto per lanciare un segnale. Chi ha rubato le moto sa che sono della polizia. Così non si può andare avanti. Potrebbero mettere una bomba davanti all´ufficio e non se ne accorgerebbe nessuno”.

L’anno scorso il Viminale aveva lanciato l’allarme per possibili progetti di attentati da parte di Cosa nostra. Secondo una nota del ministero degli Interni, la mafia aveva messo nel proprio mirino il palazzo di Giustizia e la sede della squadra mobile. Motivo che aveva spinto il questore a disporre una vigilanza alternata con due volanti davanti alla Boris. Vigilanza che però, negli ultimi mesi, sarebbe volta al termine per mancanza di auto.

La spesa per la rimessa in efficienza – ha scritto in una nota il ministero dell’Interno – è ritenuta eccessiva rispetto alle esigue disponibilità di fondi per la manutenzione”. “Per immatricolare una moto – spiega Giovanni Assenzio, segretario provinciale del Siulpoccorrono all´incirca 150 euro. Ebbene il governo non ha neanche quelli. Dopo le catture di grossi latitanti le risorse investite nella sicurezza sono sempre più esigue”.

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