Nuovo vaccino antimalarico, dimezzerà il rischio per i neonati

La malaria ha massacrato intere popolazioni anche Italia nei secoli scorsi, oggi continua a farlo in Africa, ma la speranza di un nuovo vaccino potrebbe salvare moltissime persone, specialmente bambini.

di Vincenzo Avagnale 20 ottobre 2011 10:59

L’obiettivo che gli scienziati britannici delle GlaxiSmithKline, nota casa farmaceutica anglosassone, è piuttosto ambizioso; tuttavia i primi risultati delle loro ricerche sembrano incoraggianti e la strada verso un vaccino antimalarico sembra ormai questione di tempo. 

La terribile malattia viene diffusa specialmente dalle zanzare, che nei paesi africani, generalmente fra i più poveri del mondo, non si possono contrastare che con grandi reti, durante il sonno, mentre durante il giorno sono generalmente le preghiere le uniche armi contro la malattia a disposizione della popolazione.

Gli elementi ad essere principalmente falcidiati dalla malattia sono purtroppo i neonati, troppo deboli per combatterla efficacemente. Sono morti a milioni e milioni di madri hanno dovuto guardare i loro figli morire senza nessun possibilità di aiutarli. Per questo l’opera dei ricercatori è tanto importante, la prima sperimentazione, effettuata su circa 6000 bambini in età comprese fra i 5 ed i 26 mesi, hanno dimostrato che è possibile ridurre l’incidenza della malattia del 50%. 

Andrew Witty, ricercatore della Glaxo: “i risultati fanno ben sperare e presto riusciremo a creare un vero e proprio vaccino. Quando abbiamo scoperto i primi risultati della sperimentazione alcuni di noi sono scoppiati in lacrime. Per tutti noi è sempre stato un sogno quello di aiutare così tante persone ed adesso lo stiamo realizzando.

Il vaccino viene denominato RTS,S ed i risultati inerenti la sua sperimentazione in ben 7 diversi paesi africani sono stati pubblicati sul New Egland Journal of Medicine. A dare ulteriore impulso ala ricerca sono stati gli annunci della casa farmaceutica di avere già stretto accordi con moltissime associazioni no-profit che intendo organizzare campagne di beneficenza per una capillare distribuzione del vaccino. Il prodotto infatti sarebbe, nonostante tutte le buone intenzioni dei ricercatori della Glaxo, troppo esoso per le popolazioni più povere del mondo, ma tranquillamente alla portata di un europeo generoso che voglia aiutare qualcuno che ne ha bisogno.

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