New York, poliziotto uccide giovane di colore disarmato

La vittima, Akai Gurley, aveva 28 anni ed era padre di un bambino di 2. Per la polizia è stato un "tragico errore", e il giovane era "totalmente innocente".

di Luca Fiorucci 22 novembre 2014 1:19
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Un altro giovane afroamericano è stato ucciso da un poliziotto a Brookyn, New York. Secondo quanto riportato dal New York Times, due agenti, la notte tra il 20 e il 21 novembre, stavano perlustrando un edificio a Brooklyn, scendendo per le scale piano dopo piano a cominciare dall’ottavo, quando la vittima, Akai Gurley, 28 anni, padre di un bambino di 2, è sbucato all’altezza del settimo, e l’agente Liang, forse spaventato dai rumori e dal buio, ha sparato al petto del ragazzo, che è stato trasportato immediatamente al Brookdale Hospital, ma è morto poco dopo. Gurley era andato a trovare la fidanzata, Melissa Buttler, che abita in quel palazzo: la giovane ha raccontato al Daily News of New York che stava accompagnando il fidanzato fuori dal suo appartamento al settimo piano, quando si sono trovati davanti i due poliziotti, uno dei quali ha subito sparato un colpo.

Dopo gli spari, i due ragazzi sono riusciti a scendere altre due rampe di scale, ma al quinto piano lui è crollato perdendo conoscenza. Il capo della polizia di New York Will Bratton, in una conferenza stampa tenutasi subito dopo l’accaduto, ha detto che Gurley era “totalmente innocente” e “non coinvolto in alcuna attività criminale“, e ha parlato di un “tragico errore“, commesso da un poliziotto giovane ed inesperto e condizionato dal fatto che la scalinata era in penombra. L’agente di polizia ha raccontato infatti di aver sparato per sbaglio, e ha spiegato: “Sono stato spaventato da questa figura che è comparsa all’improvviso nel buio“.

Al poliziotto sono stati tolti il distintivo e la pistola di servizio, è stato assegnato un altro ruolo e per quindici giorni dovrà studiare l’uso delle armi da fuoco. Egli verrà inoltre interrogato dall’ufficio del procuratore, che poi deciderà se formulare nei suoi confronti accuse di carattere penale. Nell’edificio dove è avvenuta la sparatoria vi erano già stati vari episodi di violenza, e i residenti sostengono di avere paura persino ad uscire di casa, soprattutto la notte, quando è buio pesto. Il sindaco di New York Bill De Blasio ha definito l’accaduto “una tragedia”, e ha sottolineato la necessità di una migliore illuminazione nelle case popolari dopo anni di trascuratezza.

Negli Stati Uniti è ancora alta la tensione dopo che, lo scorso 9 agosto, un giovane afroamericano, Michael Brown, era stato ucciso da un poliziotto a Ferguson, nel Missouri, e vi erano state proteste ed incidenti. Proprio in queste ore il Gran Giurì dovrebbe decidere se incriminare o meno per quel fatto il poliziotto Tarren Wilson.  A Ferguson, in attesa di tale decisione, c’è uno stato di allarme: il governatore del Missouri, Jay Nixon, lunedì ha dichiarato trenta giorni di stato d’emergenza, e si è avuto un considerevole aumento nelle vendite di armi di fuoco. Le manifestazioni sono già iniziate, e diverse persone sono state arrestate la scorsa notte.

Photo Credits | a katz / Shutterstock

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