Usa, polizia uccide giovane di colore a St. Louis

Tensione nel Paese e scontri con la polizia dopo che un agente ha ucciso il 18enne Antonio Martin, la scorsa notte, nella città del Missouri.

di Luca Fiorucci 24 dicembre 2014 18:25

Un altro giovane di colore è stato ucciso dalla polizia negli Stati Uniti, questa volta a St. Louis, nel Missouri, a pochi chilometri da Ferguson, dove quest’estate era stato ucciso, sempre da un agente di polizia, un altro ragazzo afroamericano, Michael Brown, innescando una lunga serie di proteste. La vittima questa volta si chiama Antonio Martin, ha diciotto anni ed è stato colpito la scorsa notte mentre si trovava ad un distributore di benzina nel sobborgo di Berkeley.

Secondo la versione ufficiale della polizia, il giovane era assieme ad un’altra persona e avrebbe puntato la pistola contro gli agenti di polizia che li avevano fermati verso le 23.15 per un normale controllo, e a quel punto il poliziotto, “temendo per la sua vita”, avrebbe sparato. L’arma sarebbe stata ritrovata dalla polizia, mentre la seconda persona sarebbe fuggita. Diversa, invece, la versione della madre di Martin, secondo la quale il ragazzo era uscito con la fidanzata, ed era con lei quando è stato ucciso: “La sua ragazza mi ha detto che la polizia lo ha affrontato, quando ha tentato di scappare gli hanno sparato” ha spiegato.

Gli inquirenti stanno ora cercando di chiarire la reale dinamica dei fatti, grazie anche alle telecamere della stazione di servizio. Già poco dopo la mezzanotte, una folla di circa un centinaio di persone, fra cui alcuni dei leader della protesta di Ferguson, si è radunata davanti al distributore di benzina: vi sono stati scontri con la polizia e tre persone sono state fermate. Il capo della polizia di St. Louis Jon Belmar ha riferito che i manifestanti hanno lanciato oggetti e anche tre esplosivi, ed un poliziotto è stato ferito da un’esplosione ed un altro da un mattone.

La situazione rischia di diventare ancora più tesa anche nel resto degli Stati Uniti, specie dopo che, ieri, a Houston, in Colorado, il Gran Giurì ha deciso, in linea con quanto sancito a Ferguson e New York per casi analoghi, di non incriminare Juventino Castro, il poliziotto che, lo scorso 16 gennaio, ha sparato contro Jordan Baker, un uomo di colore di 26 anni, disarmato, uccidendolo. Castro quel giorno era fuori servizio, e stava svolgendo un secondo lavoro come addetto alla sicurezza di un centro commerciale che aveva subito diverse rapine. L’agente aveva cercato di fermare l’uomo in un parcheggio e ne era scaturita una breve colluttazione. Baker ha poi messo le mani sulla cintura ed ha iniziato ad attaccare l’agente, che ha reagito sparandogli.

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