Napolitano: “Riforme in 18 mesi. Presidenzialismo? Non mi esprimo”

Il capo dello Stato ha affermato che il governo è "a termine" e la legge elettorale rimane una priorità. Rodotà, Vendola e Maroni contrari al presidenzialismo.

di Luca Fiorucci 3 Giugno 2013 4:23

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al termine delle celebrazioni per la festa della Repubblica, si è intrattenuto con i giornalisti parlando di vari temi, fra i quali la durata dell’attuale esecutivo: “Diciotto mesi sono un tempo appropriato per le riforme. Il processo è complesso, si tratta di tenere il ritmo” ha affermato, spiegando che il governo “è senza dubbio a termine“. Il capo dello Stato ha inoltre ringraziato i partiti di maggioranza per la scelta di stare insieme nel governo di larghe intese, “una scelta che comporta sacrifici per i singoli partiti“, e ha ricordato come cambiare la legge elettorale rimanga una priorità, anche perchè “può darsi che ci sia una nuova sentenza della Consulta, che questa volta potrebbe indicare con più precisione i punti da modificare” dell’attuale legge.

Ciò, però, “non vuol dire che si debba tornare al proporzionale puro“, anche perchè è possibile “salvaguardare il carattere maggioritario della legge attuale“, ha aggiunto. Occorre comunque evitare che “ognuno sventoli la propria bandiera” su tale questione. Quanto al presidenzialismo, sul quale si è registrata l’altro giorno un’apertura del premier Letta, Napolitano non si è voluto sbilanciare: “sul presidenzialismo non parlo nè oggi nè mai” ha affermato, ricordando però che il tema “è all’ordine del giorno della Commissione che si sta costituendo e sarà discusso nel comitato di esperti“, e solo allora “si entrerà nel merito“.

Dal Pdl, invece, il segretario Angelino Alfano ha accolto favorevolmente le parole di Letta: “Noi lo diciamo da sempre, abbiamo da sempre fatto una grande battaglia: siamo assolutamente d’accordo sull’elezione diretta del presidente della Repubblica” ha affermato, spiegando inoltre: “Ci abbiamo provato lo scorso anno in Senato e ora dal Pd arrivano significativi spiragli“. Nettamente contrario ad una riforma in senso presidenzialista, invece, il giurista Stefano Rodotà, che, intervenendo a Bologna alla manifestazione di Libertà e Giustizia, ha affermato: “Sono rimasto stupito che un politico accorto come l’attuale presidente del Consiglio, abbia detto che il prossimo presidente della Repubblica non sarà eletto con il sistema dei grandi elettori. Come ho detto prima, loro non ci sono riusciti e vogliono uscire dalle loro difficoltà per la via delle riforme istituzonali“.

Il giurista, nel suo discorso, aveva inoltre ricordato che la personalizzazione è la “via regia al populismo” e che è falso che il presidente del Consiglio non ha potere. Anche il leader di Sel Nichi Vendola si è detto contrario al presidenzialismo, e ha affermato: “Il fatto che noi parliamo di presidenzialismo o semipresidenzialismo in un Paese che non è riuscito nemmeno a fare la legge sul conflitto di interessi è segno di uno sbandamento culturale“. E dalla Lega, il segretario Roberto Maroni ha commentato: “Il capo dello Stato lo abbiamo appena eletto, mi pare una riforma adesso assolutamente inutile“.

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