Napolitano contestato dai leghisti al Parlamento Europeo

Il capo dello Stato, nel suo intervento, ha avvertito: "non regge più la politica di austerità ad ogni costo", ma serve maggiore "coesione politica europea".

di Luca Fiorucci 4 Febbraio 2014 15:58

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è intervenuto questa mattina al Parlamento Europeo a Strasburgo, dove però è stato interrotto dagli eurodeputati della Lega Nord, tra cui Mario Borghezio e il segretario Matteo Salvini, che hanno indossato magliette ed esposto cartelli con le scritte “No Euro”, “Euro Kills” e “Non è il mio presidente”. I commessi del Parlamento Europeo sono intervenuti per sequestrare manifesti e striscioni, mentre dalle tribune partivano fischi contro i leghisti, poi è tornato l’ordine e Napolitano ha ripreso a parlare, applaudito dall’assemblea. Il capo dello Stato, nel suo intervento, ha ammonito: le prossime elezioni europee vanno considerate “come un momento di verità da affrontare fino in fondo”, anche perchè sono “evidenti le ragioni del disincanto” dei cittadini per “il peggioramento delle condizioni di vita”.

Per Napolitano, quindi, non regge più la politica di austerità ad ogni costo che è stata la “risposta prevalente alla crisi in zona euro”. Il presidente della Repubblica, però, ha messo anche in guardia dal rischio dell’antieuropeismo. affermando che i cittadini non devono scegliere fra “un’agitazione puramente distruttiva contro l’Euro e contro l’Ue o un Europa che comunque “ha mostrato gravi carenze e storture nel suo cammino”. Per Napolitano, all’Europa “occorre una più forte coesione politica europea, e una più determinata leadership europea”, mentre vi è ancora un “insufficiente consapevolezza del declino che minaccia l’Europa”.

Secondo il presidente della Repubblica, inoltre, è necessario lottare “contro egoismi e meschinità nazionali, ristrettezze di vedute, calcoli di esperienza e conservatorismi anacronistici”, ed è necessario un “deciso rafforzamento del processo decisionale”, un problema molto sentito dall’opinione pubblica che ha portato a “fenomeni di distacco e diffidenza verso l’Ue. L’Italia, ha sottolineato ancora Napolitano, nel 2013 ha fatto “forti e rilevanti sacrifici”, anche per contrastare il debito pubblico, per il quale, ha aggiunto, bisogna puntare “ad una graduale e progressiva riduzione”. Il capo dello Stato ha comunque ribadito, ricevendo l’applauso dell’aula: “La costruzione europea ha ormai delle fondamenta talmente profonde che si è creata una interconnessione così radicata tra le nostre società, tra le nostre istituzioni, e tra i nostri giovani che nulla, nulla può farci tornare indietro“.

Napolitano era arrivato questa mattina al Parlamento Europeo, accolto dal presidente Schulz, e in suo onore sono state issate le bandiere italiana ed europea e una banda ha suonato l’Inno di Mameli e l’Inno alla Gioia di Beethoven. Il presidente della Repubblica si è quindi recato nell’ufficio di Schulz, prima di parlare davanti all’assemblea riunita in seduta solenne. Nel pomeriggio parteciperà alla conferenza per la celebrazione del trentesimo anniversario dell’approvazione da parte del Parlamento Europeo del progetto di Trattato Costituzionale Europeo di Altero Spinelli, mentre domani incontrerà gli eurodeputati italiani di tutti i gruppi politici.

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