Napoli, uomo spara dal balcone: quattro morti e sei feriti

Giulio Murolo, incensurato, ha ucciso la cognata e il fratello e poi ha sparato dal terrazzo . All'origine del raptus una lite per un filo della biancheria.

di Luca Fiorucci 15 Maggio 2015 23:43

Terrore oggi pomeriggio a Napoli, a via Miano, in zona Secondigliano, dove Giulio Murolo, 48 anni, incensurato, infermiere all’ospedale Cardarelli, ha ucciso quattro persone, tra cui la cognata e il fratello, sparando prima all’interno del suo appartamento e poi dal terrazzo di casa, e ne ha ferite altre sei.. I feriti sono un altro vigile, due carabinieri, due poliziotti e un passante: l’agente della polizia municipale, che stava cercando di fermare il traffico per proteggere i passanti dai proiettili, è stato colpito alla gola e sarebbe ricoverato in rianimazione in prognosi riservata, mentre nessuno degli altri feriti è in pericolo di vita. Il raptus sarebbe stato causato da motivi assai futili: una lite con la cognata per un filo della biancheria, che aveva però forse alla base vecchi attriti per questioni di interesse tra l’omicida, il fratello e la donna.

La prima ad essere uccisa dal fucile a pompa che Murolo deteneva regolarmente per uso sportivo è stata proprio la cognata Concetta Uliano, poi l’uomo ha iniziato a sparare all’impazzata dal balcone, quindi il fratello Luigi, accortosi di quanto stava avvenendo, gli ha urlato dalla strada di fermarsi, ma Murolo lo ha freddato con una pistola. L’uomo ha inoltre ucciso un vicino di casa, il tenente della polizia municipale Francesco Brunel, che aveva cercato di intervenire, e il fioraio Luigi Cantone, che passava per strada su uno scooter. Murolo ha usato tre armi, una pistola, un fucile e un fucile a pompa, regolarmente detenute per uso sportivo, essendo un appassionato di caccia. Un testimone ha riferito che l’uomo avrebbe sparato all’impazzata per circa un’ora e mezza.

Murolo si è consegnato alla polizia dopo un lungo colloquio con l’operatore del 113, al quale aveva telefonato lui stesso, dicendo: “Sono quello che sta facendo il macello a Miano”. Dopo tre telefonate e quaranta minuti di conversazione, il poliziotto lo ha convinto a deporre il fucile da caccia e a consegnarsi dopo essersi tolto la maglietta per far vedere che non era più armato. Durante la trattativa con la polizia, Murolo ha anche minacciato di far saltare in aria la casa con alcune bombole del gas. I poliziotti lo hanno poi arrestato dopo aver fatto irruzione nell’appartamento, e, quando è stato fatto salire sulla volante, la gente si è scagliata contro la vettura per colpirlo, e questa è riuscita a stento a venir fuori dalla ressa.

Prima di uscire di casa, l’uomo ha detto: “Sono disarmato, non sparate, mi arrendo“, mentre appena giunto in questura ha mormorato: “Ho fatto una cazzata, ho fatto una cazzata…”, prima di chiudersi in un assoluto silenzio. Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha dichiarato: “Esprimo la vicinanza e la massima solidarietà ai familiari delle vittime e a chi, ogni giorno, opera in condizioni complicate per strada ed ha cercato di intervenire per salvare altre vite umane”. De Magistris ha inoltre annullato la cerimonia di inaugurazione della stazione della metropolitana di piazza Municipio in programma per domani, a cui avrebbe dovuto partecipare il premier Matteo Renzi, e ha proclamato lutto cittadino da domani fino al giorno dei funerali.

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