Monti annuncia 4 decreti per ridurre debiti imprese verso PA

Occorre anche una crescita del Paese attraverso la rimodulazione dell'economia.

di Simona Vitale 22 Maggio 2012 16:04

Con 4 decreti ministeriali concordati con associazioni di imprese e banche, il Governo vorrebbe rimborsare entro il 2012, tra i 20 e i 30 miliardi di crediti commerciali vantati dalle imprese verso la Pubblica Amministrazione. Lo ha detto il Presidente del Consiglio Mario Monti che, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha sottolineato l’importanza di dare carburante a quelle imprese che cercano di affrontare con vigore la crisi economica. Già nel corso di quest’anno, il Governo dovrebbe smaltire una quota di 20-30 miliardi, ha sottolineato Mario Monti.

Il recupero dei crediti che vantano nei confronti della Pubblica amministrazone è importante. Sono le nostre aziende, a volte più piccole, innovative, che in questa fase difficile non hanno abbassato la testa. Per questo hanno bisogno di liquidità, di un carburante capace di riaccendere il motore della produttività. Nella consapevolezza del ruolo centrale delle imprese nel rilancio della nostra economia in un quadro finanziario risanato, come quello che abbiamo realizzato, pensiamo sia giunto il momento e ci siano le possibilità tecniche per sistemare parzialmente il problema di liquidità della imprese. Il governo intende recepire la direttiva europea sui ritardati pagamenti entro fine anno.

I decreti definiscono le procedure con le quali le imprese potranno farsi certificare i crediti dalle amministrazioni debitrici. Con la certificazione le imprese potranno farsi anticipare a sconto le somme dalle banche. Grilli ha confermato che, come alternativa al canale delle banche, le imprese potranno chiedere la compensazione tra crediti e debiti iscritti a ruolo su imposte e contributi.

Monti ha anche affrontato il tema della crescita, vista per anni come se fosse una specie di problema idraulico: “c’era un tubo, si pompavano i soldi, e sarebbe dovuta venir fuori la crescita. Invece non veniva fuori niente, o venivano le cattedrali nel deserto”. Per il Premier, anche se occorrerà un po’ di tempo, occorre rimodulare l’economia per ottenere una sana crescita.

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