Medici “low cost”, l’ordine non li sanziona

La medicina Low Cost è un fenomeno che anche in Italia si sta facendo sempre più spazio grazie alla crisi economica. L'ordine dei medici critica, ma non sanziona quei medici italiani che ci cascano per una certa dose di buonismo.

di Vincenzo Avagnale 23 Novembre 2011 15:47

La sanità è spesso argomento controverso in Italia, dove oltre a numerose inefficienze e tagli indiscriminati al settore (che è fortunatamente pubblico) c’è anche il difficile equilibrio con il settore privato, che pure ha margini di guadagno molto redditizi. I liberi professionisti del settore medico in Italia sono moltissimi, ma i loro prezzi non sono bassi come la forte concorrenza farebbe aspettare; tuttavia di recente, esportata dall’estero, aumenta sempre più la moda della “sanità low cost”.

Non sono rare le notizie di dentisti della penisola balcanica che con tendopoli attrezzate hanno girato la nostra penisola offrendo un servizio a costi stracciati, approfittando del numero di clienti per guadagnare nonostante il poco denaro acquisito con la singola transazione. Ci sono anche dei giornali e siti internet appositamente dedicati a queste offerte con cui i medici, anche italiani ultimamente, letteralmente fanno offerte da supermercato per prestazioni mediche.

Così gli annunci “due otturazioni al prezzo di una” oppure “una vasectomia al prezzo di un’appendicite” non sono solo una divertente creazione di un comico degli anni 70′, ma una realtà che potrebbe gettare un settore in cui davvero non si può lasciar spazio ad esagerazioni capitalistiche, visto che se la qualità del servizio sanitario è scadente significa che i pazienti rischiano la salute ed addirittura la vita.

Oggi c’è stato un nuovo caso e l’ordine dei medici non ci è andato neanche giù pesante con i 15 dottori rei di aver lanciato sul web i propri studi attraverso un sito famoso nel settore a prezzi stracciati. “in caso di recidiva l’atteggiamento sarà diverso” ha commentato Giancarlo Pizza, Presidente dell’Ordine dei Medici di Bologna. “Per chi è incorso per la prima volta in un errore cadendo in un inganno a causa della scarsa dimestichezza con la pubblicità dovrà però fare attenzione d’ora in poi a rispettare il codice deontologico proprio di un medico” ha concluso Pizza.

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