Luci dal cielo per prevenire il morbillo in Africa

Sembra una notizia strana, ma se Scienze la pubblica deve avere un fondamento scientifico valido: il morbillo può essere curato meglio in relazione alla volta celeste in determinati periodi dell'anno.

di Vincenzo Avagnale 9 dicembre 2011 19:48

Vengono pubblicati ogni anno una serie di studi scientifici a dir poco assurdi, ma questo, apparentemente non molto sensato, è stato pubblicato da un’eminente rivista di divulgazione scientifica (Science), per cui probabilmente è vero che monitorando i cambiamenti nella densità della popolazione misurati dal bagliore delle luci notturne delle città viste dallo spazio possono aiutare a prevedere la diffusione del morbillo in Africa.

Lo studio pubblicato da Science sarebbe basato sulle immagini satellitari relative a cinque città fra Niger e Nigeria. La scoperta potrebbe permettere ed aiutare a pianificare una campagna di vaccinazione più efficace per controllare la diffusione di questa patologia, che nonostante nei paesi avanzati sia poco meno di un fastidio, nell’Africa occidentale resta una delle principali cause di mortalità infantile.

Sarebbe infatti possibile rendere le campagne di vaccinazioni più efficaci fino ad un 40% in più rispetto al normale con questo accorgimento, sebbene ciò comporti il solito problema di reperire i fondi, che gli stati di quel pezzo di Africa non hanno a causa di una crisi economica, che li colpisce ancora di più proprio perché già poveri ed in difficoltà da sempre a causa dell’alto tributo imposto dal colonialismo prima e dalla globalizzazione poi.

Molti bambini non possono ricevere un vaccino anche per l’arretratezza culturale dei genitori, che non capiscono la necessità di effettuare una corretta e precoce profilassi contro certe malattie e che a causa della superstizione preferiscono le cure della medicina tradizionale, che però offre scarse possibilità di successo contro malattie come il morbillo, specialmente in condizioni di sotto alimentazione o peggio ancora di scadenti condizioni igieniche.

Resta quindi lunga la strada per le organizzazioni senza scopo di lucro che tentano di aiutare le popolazioni di quella regione, che purtroppo meriterebbero una maggiore attenzione dai paesi avanzati, che però non gliene dedicavano neanche quando non erano presi a risolvere crisi economiche devastanti come quella degli ultimi anni.

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