Londra 2012, provvedimenti anti prostituzione

di Enzo Mauri 4 Aprile 2012 14:08

Niente sesso siamo inglesi, ecco in una battuta, chiaramente ispirata al titolo di una nota commedia, quello che sta accadendo nella capitale britannica in vista del prossimo evento olimpico. Nel tentativo di dare maggior decoro alla città, è in atto in questi giorni un ulteriore giro di vite nei confronti della prostituzione in particolare nei quartieri prospicienti il villaggio olimpico ovvero Newham, Tower Hamlets, Hackney, Greenwich e Waltham Forest.
Qualcosa di diametralmente opposto a quanto nelle previsioni accadrà in Ucraina e Polonia, sedi dei prossimi Europei di calcio, dove è prevista una vera e propria invasione di donnine preposte al sollazzamento dei tanti che accorreranno per seguire i maghi del pallone . A Londra invece le autorità hanno imposto un autentico coprifuoco alle peripatetiche dalle 22 alle 6, sottoponendole ad ASBO (Anti-Social Behaviour Order), divieto di permanenza per comportamenti antisociali.


Oltre ad un aumento esponenziale degli arresti dall’inizio dell’anno, le misure governative hanno causato finora la chiusura di 80 bordelli nelle zone che saranno più soggette alle frequentazioni turistiche durante le Olimpiadi 2012. Provvedimenti da molti ritenuti eccessivi se si considera che in Inghilterra la prostituzione non è illegale quando la si consuma in un appartamento mentre lo è quella con più donnine in attività sotto lo stesso tetto, la qualifica di bordello insomma ne determina la chiusura, sarà per questo che a Londra prolificano i centri massaggio.
Secondo alcune associazioni benefiche le iniziative anti prostituzione non faranno altro che spostare il problema invece di risolverlo. Miriam Merkova di Toynbee Hall afferma: “Non solo non servono a proteggere le prostitute ma, al contrario, finiscono col renderle più vulnerabili: obbligandole ad esercitare in aeree che non conoscono, dove sono meno sicure. Oltre ad accettare, pur di lavorare, di andare con clienti pericolosi con cui prima si sarebbero rifiutate. E’ chiaro che si tratta solo di un problema di immagine, non di tutela dei residenti. E men che meno delle prostitute”.

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