Libia, ambasciatore ucciso: USA inviano navi da guerra

Obama, che ha momentaneamente accantonato la campagna elettorale, invita le ambasciate americane nel mondo alla massima allerta.

di Simona Vitale 13 Settembre 2012 10:16

Sono due le navi da guerra americane partite verso la Libia. La misura, fanno sapere gli Stati Uniti, arriva a scopo precauzionale, dopo che ieri a Bengasi, in un’attacco all’ambasciata americana, sono morti l’ambasciatore Chris Stevens e tre dei suoi collaboratori. Secondo quanto riferito dal portavoce del Pentagono George Little, ha dichiarato che le iniziative militari, senza riferirsi in modo specifico alle navi, sono “non soltanto logiche, date le circostanze ma anche improntate a prudenza”.

Nel frattempo, come riferito da funzionari statunitensi, il Presidente Barack Obama ha chiamato i leader di Libia ed Egitto, mentre sembra sia stato evacuato gran parte dello staff libico in Germania. Massima allerta anche in tutte le ambasciate americane nel mondo, invitate a rivedere i propri sistemi di sicurezza. Obama, pertanto, ha accantonato momentaneamente la campagna elettorale che lo vede in lizza per la rielezione, contro il repubblicano Mitt Romney, per dedicarsi all’attacco di Bengasi, che getta l’ombra di Al Qaeda sugli USA.

Il Presidente ha invitato alla tranquillità assicurando che il governo USA lavorerà insieme a quello libico per consegnare alla giustizia i responsabili dell’uccisione di Stevens e degli altri cittadini statunitensi. Ricordiamo che Obama aveva fatto, di una certa apertura all’Islam, uno dei punti cardine della sua campagna elettorale, sebbene ora, a causa di un film statunitense giudicato offensivo e blasfemo nei confronti di Maometto, una buona parte del mondo musulmano sia decisamente irato con quello occidentale, reo di aver distribuito tale film ritenuto ingiurioso nei confronti dell’Islam.

In  un video postato su Youtube, il Profeta viene descritto come un pazzo, donnaiolo e impostore; in un passaggio viene anche mostrato mentre fa sesso con una donna. Il regista, un americano che rivendica origini israeliane, Sam Bacile, immobiliarista in California, ha dichiarato di essere profondamente rimasto turbato da quanto accaduto ma, senza ammorbidire affatto le sue convinzioni, ha anche aggiunto che l’Islam è un cancro. Il presidente americano ha già inviato in Libia 50 marines e si prepara a mandarne almeno fino a 200 in un prossimo futuro, sottolineando che sarà “aumentata la sicurezza della sede diplomatica in Libia e in tutto il mondo”.

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