Letta: “Sull’Imu niente miracoli”. Il Pdl: “Via entro agosto”

Oggi verrà varato il decreto sull'Imu e sulla Cig. Brunetta: "Riforma della tassazione degli immobili entro agosto o cadrà il governo".

di Luca Fiorucci 17 maggio 2013 2:21
Enrico Letta- Donald Tusk

Il presidente del Consiglio Enrico Letta, da Varsavia, ha commentato così il decreto legge sull’Imu che il governo si appresta a varare proprio nella giornata di venerdi: “Vogliamo fare scelte concrete, scelte con i piedi per terra, sapendo quello che possiamo fare. Il decreto di domani non sarà un decreto dei miracoli. Ci consente solo di avere 100 giorni, di avere il tempo per poter fare delle riforme“. Letta ha lasciato intendere inoltre che il provvedimento riguarderà solo la prima casa e le abitazioni Iacp, con lo spostamento della rata dell’Imu di giugno a settembre o a ottobre e il rifinanziamento necessario per la Cig in deroga, di circa 700-800 milioni.

Durante la conferenza stampa congiunta con il premier polacco Donald Tusk, il premier italiano ha affrontato anche il tema della crisi economica:Sono convinto che tutti i leader europei vedano il tema come il grandissimo incubo del nostro continente e sono convinto che ci sia la volontà di fare scelte subito per sostenere la lotta alla disoccupazione giovanile“. Letta ha detto inoltre di aver “fortemente condiviso le parole di ieri di Hollande a Bruxelles: non c’è nessuna volontà da parte dell’Italia di creare assi contro la Germania. C’è la volontà insieme di fare le scelte giuste“. Sulle intercettazioni, infine, il premier ha tagliato corto: “Non mi ricordo che facesse parte del mio programma”.

Quasi contemporaneamente, però, il capogruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta, intervenendo a “Porta a porta”, ha lanciato un avvertimento all’esecutivo: “Entro agosto bisogna fare la riforma della tassazione degli immobili, compresi i capannoni, altrimenti cadrà il governo Letta“. In serata, Berlusconi, intervenendo alla cena elettorale per Alemanno, ha smorzato la polemica: “C’è una forte possibilità che questo governo possa andare avanti ed è un momento che consideriamo epocale“. Il Cavaliere ha tuttavia ricordato l’importanza della questione della tassa sulla prima casa: “La cancellazione dell’Imu è la condizione per andare avanti. Non è una nostra ossessione ma un atto simbolico di riappacificazione dello Stato con i cittadini“. Altri due avvertimenti minacciosi per il governo sono venuti da uno dei legali del premier, Piero Longo, e dal senatore Altero Matteoli.

Il primo, parlando alla trasmissione “La Zanzara”, ha spiegato cosa potrebbe succedere se l’ex premier fosse condannato anche in Cassazione per il processo Mediaset: “Se, al giudizio della Cassazione, Berlusconi fosse interdetto dai pubblici uffici, il governo forse cadrebbe un secondo prima dell’interdizione. Però Berlusconi ha capacità politiche eccezionali, potrebbe riuscire a cavalcare un’interdizione uscendo dal parlamento e rimanendo a capo di una coalizione politica“. Matteoli, invece, riprendendo quanto affermato dal capogruppo Pd al Senato Zanda, che si era detto pronto a votare per l’ineleggibilità di Berlusconi se la questione si fosse presentata alla Giunta per le autorizzazioni, ha commentato: “Se Berlusconi sarà dichiarato ineleggibile cade il governo”.

18 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti