Incredibile trapianto di cellule riabilita un cane paralizzato

Un passo importante per la risoluzione definitiva della paralisi, sia nelle persone che negli animali. Lo studio è dell'Università di Cambridge.

di Elena Arrisico 21 Novembre 2012 10:47

Una buona notizia arriva dal Regno Unito e dimostra gli importanti risvolti – sia per le persone che per gli animali – che si potrebbero raggiungere, nel prossimo futuro, grazie alla ricerca sulle cellule staminali: un cane paralitico è riuscito, infatti, a riacquistare la capacità di muoversi, grazie al trapianto di alcune cellule nervose.

Il meraviglioso risultato è stato raggiunto grazie allo studio portato avanti dall’Università di Cambridge, dove i ricercatori sono riusciti a ricreare le condizioni per un minimo movimento in un cagnolino paralizzato: il trapianto riguardava le cellule del naso, zona canina ricca di terminazioni nervose. In parole povere, gli studiosi inglesi hanno prelevato tali cellule da un gruppo di cani e le hanno, poi, coltivate in laboratorio; una volta raggiunta una crescita sufficiente, le hanno impiantate negli arti di cuccioli paralizzati.

I risultati? Straordinari: le nuove cellule hanno ripristinato la trasmissione delle informazioni nervose dal cervello alle zone del corpo interessate dalla paralisi, permettendo così ai piccoli di riprendere a camminare come una volta. Il nome del cagnolino che ne ha tratto i maggiori benefici è Jasper, un bassotto:

Di 34 cani dello studio preliminare, 23 hanno ricevuto cellule trapiantate nel sito della lesione, mentre i restanti sono stati trattati con un fluido neutro. Molti dei cani sottoposti a impianto di cellule hanno mostrato dei miglioramenti considerevoli, tanto da riuscire a camminare su un tapis roulant con il supporto di un’imbracatura. Nessun animale del gruppo di controllo, invece, ha recuperato l’uso delle zampe posteriori“.

Ha spiegato TreeHugger. Ad ogni modo, per avere risultati migliori – anche per gli esseri umani – occorreranno ancora parecchi anni ma, come ha affermato anche Geoffrey Raisman – scopritore delle cellule olfattive ensheathing – “il percorso potrebbe essere ancora lungo, ma questo è comunque il miglior risultato ottenuto da anni e anche il passo più significativo per giungere alla cura stessa“.

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