Il delfino che imita l’uomo

Il delfino beluga NOC imitava la voce umana, riuscendo a riprodurre vere e proprie parole.

di Elena Arrisico 25 Ottobre 2012 12:06

NOC, il delfino beluga che ha vissuto per circa 30 anni al National Marine Mammal Foundation di San Diego – in California, negli USA – per i ricercatori, è il “cetaceo parlante”. Gli studiosi, infatti, si sono accorti di questa capacità nell’ormai lontano 1984, quando sentirono delle voci provenire vicino alla vasca di NOC:

Si udiva una specie di conversazione, anche se non si riusciva a distinguere di che cosa si stesse parlando. Non avevo mai sentito niente del genere, per me era un’assoluta novità“.

Ha raccontato Sam Ridgway dello U.S. Navy Marine Mammal Program di San Diego, il quale ha condotto uno studio sulle vocalizzazioni dell’animale. Dopo alcuni momenti di perplessità, il tutto fu confermato da un sub che si trovava nella vasca di NOC e che udì chiaramente qualcuno che gli ordinava di uscire da lì: NOC, infatti, stava ripetendo un suono molto simile alla parola inglese “out” e, cioè, “fuori“. Così, negli anni ’80, Ridgway registrò le vocalizzazioni di NOC, scoprendo che il ritmo e la frequenza della sua voce si avvicinavano moltissimo a quelle della voce umana:

Quei suoni che imitavano il parlato erano alcune ottave più basse rispetto a quelli emessi di solito dai cetacei“.

Racconta Ridgway, che ha visto pubblicare il suo studio soltanto oggi sulla rivista Current Biology. A 4 anni dalla scoperta – verso la fine degli anni ’80, dunque – però, NOC smise di imitare l’uomo: le ipotesi avanzate da Ridgway darebbero la “colpa” alla maturità sessuale raggiunta in quegli anni. La tesi trova d’accordo anche il biologo marino Peter Tyack della University of St. Andrews in Scozia che, però, non ha partecipato allo studio:

L’importanza di questa ricerca è che dimostra come un animale possa, semplicemente ascoltando, produrre suoni del tutto estranei al suo repertorio“.

Ha affermato Tyack, che ha raccontato anche delle imitazioni di Hoover, una foca allevata da una famiglia del Maine negli anni ’70, la quale iniziò ad imitare le parole umane all’età di 5 anni: “Hoover aveva persino l’accento del Maine“, racconta Tyack. Quello che ancora non si sa è per quale motivo un mammifero marino decida di imitare l’uomo anche se, ad esempio, i delfini imitano il richiamo identificativo l’uno dell’altro. Secondo lo studioso, comunque, è improbabile che NOC o Hoover capissero il senso delle parole che pronunciavano:

L’unico caso in cui è dimostrato che l’animale capiva il senso delle parole che imitava è quello di Alex, un pappagallo cenerino“.

Ha proseguito Tyack. A riportare la notizia è il National Geographic, che pubblica anche l’audio della voce di NOC alle prese con l’imitazione della voce umana. NOC, il “cetaceo parlante”, ci ha lasciati nel 2007.

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