I vulcani islandesi illumineranno le case della Gran Bretagna

Gran Bretagna ed Islanda sono in trattativa per sfruttare l'energia geotermica sprigionata dai vulcani islandesi.

di Elena Arrisico 14 Aprile 2012 17:01

Sono in atto delle trattative fra Regno Unito ed Islanda per mettere a punto un piano energetico che permetta ai vulcani dell’Islanda di illuminare le case delle famiglie inglesi con energia verde.

Charles Hendry – ministro ai Cambiamenti Climatici che, a maggio, visiterà Reykjavík proprio per discutere dell’innovativo progetto – al Guardian, ha rivelato: “Siamo in piena trattativa con il governo islandese e loro sono molto interessati. L’Islanda è ricca di energia geotermica ed esiste un significativo potenziale di esportazione“.

Ancora è tutto da decidere, ma il Regno Unito si sta già muovendo con positività e sta già pensando all’infrastruttura di collegamento che sarà necessaria: migliaia di chilometri di cavi ad alta tensione in fondo all’oceano.
Londra in 10 anni dovrebbe realizzare, sul fondo dell’Oceano Atlantico, una rete di cavi sottomarini che dovrebbe percorrere circa 1.000-1.500 chilometri, in modo tale da poter raggiungere l’Islanda e poter sfruttare l’energia geotermica sprigionata dai vulcani islandesi per illuminare le abitazioni degli inglesi.
Un progetto di una certa complessità – in quanto ogni chilometro di cavo conterrà 800 tonnellate di rame – ma che potrà essere portato a termine al ritmo di 30 chilometri al giorno.
Un collegamento che potrebbe, successivamente, allargarsi anche ad Irlanda, Belgio, Olanda, Francia, Spagna e Paesi Scandinavi.

Dunque, questo è solo uno dei progetti sul quale punta la Gran Bretagna, infatti l’idea è quella di realizzare una super-grid che colleghi elettricamente il paese a diversi hub energetici: campi eolici e marini nelle acque del Nord Europa, produzione solare con il progetto Desertec e quest’ultimo progetto riguardante i vulcani islandesi. Secondo il ministro ai Cambiamenti Climatici, la super-grid è “una parte assolutamente cruciale della sicurezza energetica e di una fornitura di energia a basse emissioni“.
Una mega-rivoluzione verde dimostrata dai numeri; basti pensare che, se il progetto andasse in porto, la rete potrebbe fornire alla Gran Bretagna un terzo del suo fabbisogno grazie all’energia rinnovabile, potendo così finalmente iniziare a mettere da parte il carbone – che è stato finora il suo principale fornitore di energia elettrica – e riducendo anche la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.

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