Al via le perforazioni nei nostri vulcani

Al via lo sfruttamento dell'energia geotermica, grazie ai nostri vulcani. Operazione che pare non essere rischiosa, se si rispettano i protocolli ufficiali.

di Elena Arrisico 21 Maggio 2012 8:12

Parte il progetto per lo sfruttamento dell’energia geotermica dai nostri vulcani, tramite delle perforazioni che dovrebbero avere luogo nel comune di Napoli. Scienziati ed esperti si sono riuniti in una conferenza tenuta proprio a Napoli per discutere delle opportunità offerte dal settore e della probabile perforazione del vulcano dei Campi Flegrei.

Il vulcano in questione è, infatti, pieno di magma ed energia che, sfruttata come si deve, promette di fornire un’immensa quantità di energia pulita a basso costo: “In Campania, potete contare su un potenziale geotermico elevatissimo con enormi benefici economici. In Germania, per trovare temperature di 150 gradi centigradi dobbiamo perforare fino a 4 chilometri, mentre qui da voi bastano alcune centinaia di metri“, ha spiegato Ernest Huenges, responsabile del settore geotermico del Geo Forschung Zentrum di Potsdam.

Per quanto riguarda gli ovvi rischi legati ad un’operazione del genere, lo scienziato tedesco puntualizza: “Esistono sistemi di monitoraggio avanzati che consentono di lavorare nella massima sicurezza. In Campania, si ha spesso un atteggiamento isterico di fronte a queste problematiche, perché c’è stato un fenomeno come il bradisismo, ma è possibile con una buona base conoscitiva del fenomeno operare nella massima sicurezza“, assicurando, dunque, che utilizzando le opportune accortezze e seguendo rigorosamente i protocolli ufficiali non si corrono dei rischi.

Il “Campi Flegrei Deep Drilling Project“- finanziato dal Consorzio Internazionale per le Perforazioni Profonde Continentali – potrebbe, dunque, vedere la luce dopo essere stato sospeso nel 2010, in seguito ad alcune contestazioni circa la scarsa sicurezza dei lavori. Giuseppe De Natale, dirigente di ricerca dell’INGV, spiega:

C’è l’okay da parte del Comune di Napoli, che è proprietario al 90 per cento del sito dove avverrà la perforazione, nell’area di Bagnoli Futura. La geotermia come fonte energetica è estremamente versatile e a basso impatto ambientale. Ci aspettiamo di partire al più presto, entro qualche mese, il tempo di riorganizzarci con la società che ha vinto l’appalto. L’obiettivo è monitorare e studiare questo vulcano per mitigare il rischio, oltre che sviluppare uno studio stratigrafico per ricostruire l’attività eruttiva nell’area di Bagnoli, decisamente quella più interessante perché più densamente abitata“.

Il primo pozzo sarà profondo 500 metri e la prima trivellazione costerà 500 mila euro con un investimento previsto di circa 15 milioni di dollari per l’intero progetto. Il bacino flegreo è estremamente vantaggioso, in quanto è possibile attingere ai liquidi geotermici ad altissime temperature – fino a 500 gradi – anche a basse profondità. La rivista Renewable and Sustainable Energy Review ha quantificato il potenziale geotermico dei Campi Flegrei e di Ischia in almeno 17 gigawatt di potenza termica, ovvero in 1,7 gigawatt di potenza elettrica, circa la potenza elettrica di due centrali nucleari medio-grandi. Non resta, dunque, che sperare che i protocolli ufficiali vengano sempre rispettati rigorosamente per garantire la sicurezza della popolazione.

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