Gran Bretagna, vaccino antinfluenzale gratis a tutti i bambini

Il progetto costerà 126 milioni di euro e riguarderà 9 milioni di persone. In Italia pareri discordanti sulla sull'utilità e i vantaggi reali dell'operazione.

di Stefania Calabrese 4 agosto 2012 10:05

La Gran Bretagna sarà la prima nazione al mondo a fornire vaccini antinfluenzali gratuiti a bambini e ragazzi dai 2 ai 17 anni, per un totale di 9 milioni di persone. Questa decisione, secondo quanto annunciato dal segretario alla Salute Andrew Lansley, è stata presa in seguito alle indagini di una commissione indipendente dalle cui conclusioni è emerso che, nonostante l’alto costo dell’operazione, stimato in oltre 100 milioni di sterline, che corrisponderebbero a circa 126 milioni di euro, la conseguente riduzione, sia pure del 40%, dei casi di influenza stagionale che si ripropongono regolarmente ogni anno, si otterrebbe un risparmio di 11mila ospedalizzazioni e duemila morti.
“L’iniziativa non solo proteggerà i bambini dall’influenza, ma ridurrà la circolazione nella popolazione, proteggendo quindi maggiormente anche i soggetti a rischio”, ha commentato alla Reuters Peter Ottenshaw dell’Imperial College di Londra.
Il vaccino prescelto verrà somministrato mediante spray nasale, un metodo ritenuto più efficace di quello tradizionale, tuttavia, non essendo ancora disponibili quantità così elevate da garantire la copertura totale dell’operazione per la stagione autunnale imminente, è probabile che l’attuazione del progetto dovrà essere rimandata al 2014.
Mentre la Gran Bretagna sembra recepire le raccomandazioni degli Stati Uniti, che da anni chiedono alla popolazione di vaccinare tutti i bambini, compresi quelli sani, contro l’influenza stagionale per prevenire la diffusione dei virus, in Italia la posizione ufficiale resta attualmente quella di fornire gratuitamente esclusivamente la vaccinazione per i bambini con malattia cronica.
Anche gli esperti del settore esprimono pareri discordanti: alcuni attribuiscono notevole importanza alla vaccinazione antinfluenzale in termini di vantaggi clinici sui bambini di età inferiore ai 5 anni e di vantaggi socio-economici per quelli più grandi, mentre altri ritengono che la scelta di USA e Gran Bretagna sia dettata unicamente dalla necessità di rallentare la circolazione virale, con il rischio che bambini che vengano regolarmente vaccinati ogni anno, nel momento stesso in cui interrompano il trattamento, si ritrovino potenzialmente più soggetti a contrarre i vari ceppi di influenza.
In ogni caso sono ormai diversi i Paesi come Messico, Canada, Finlandia, Austria e alcune Regioni della Germania, che già da qualche anno raccomandano la vaccinazione universale di tutti i bambini dai 6 mesi ai 3-5 anni d’età.

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