Google-milionario a Obama: “Alzami le tasse!”

di Flavio Li Volsi 28 Settembre 2011 21:58

Una delle controversie più accese attualmente in discussione negli Stati Uniti d’America è sicuramente l’incremento delle tasse ai benestanti. Caso vuole che, anche tra i benestanti stessi, si trovino persone a favore dell’aumento delle loro imposte.

Lunedì scorso, Barack Obama ha partecipato ad un meeting tenuto in una hall di Mountain View, città della Silicon Valley famosa per essere la sede del colosso Google. Durante l’incontro, il Presidente degli USA ha dato la parola ad un apparentemente sconosciuto signore in platea, ma le parole pronunciate da quest’ultimo – riportate di seguito – sono state del tutto sorprendenti.

La ringrazio, signor presidente. Non ho un lavoro, ma è così perché sono stato abbastanza fortunato da vivere nella Silicon Valley per un periodo e lavorare all’avvio di un piccolo progetto qui, in una di queste strade, che è andato piuttosto bene. Così, sono disoccupato per scelta. La mia richiesta è: può, per favore, aumentare le mie tasse?

Dopo le risate sorprese del pubblico, l’uomo – riconosciuto come Doug Edwards – ha continuato con una breve lista di cose che le tasse potrebbero finanziare.

Mi piacerebbe molto che lo stato continuasse a investire in cose come Pell grants (NdR: fondi di finanziamento per gli studenti meno abbienti) e programmi di apprendistato che mi hanno reso possibile essere dove sono ora.

In seguito all’appello, Edwards e Obama hanno ingaggiato un simpatico siparietto. Obama, sorridendo, ha chiesto ad Edwards “Quale fu quel progetto? Può darmi un indizio?” ricevendo come risposta “È un motore di ricerca“. Allorché Obama ha risposto con un sorriso “È andato particolarmente bene, eh?“.

Non è chiaro se Obama fosse a conoscenza dell’identità dell’interlocutore, ma un’ora dopo i reporter della Casa Bianca hanno identificato il gentiluomo come Doug Edwards, il primo direttore del marketing di Big G, in carica dal 1999 al 2005. Appena un anno fa è stato rilasciato un suo libro, intitolato “I’m Feeling Lucky: The Confessions of Google Employee Number 59″.

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