Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il messaggio di Mattarella

Il capo dello Stato ricorda un fenomeno tragicamente alto e il Ministro della Giustizia annuncia misure da codice rosso

di fabiana 25 novembre 2018 14:00

La violenza sulle donne purtroppo non conosce confini geografici, distinzioni di classe o di età: è iscritta in tante singole biografie. In ogni sua forma, fino all’omicidio, non è mai un fatto privato né solo conseguenza di circostanze e fattori specifici, ma si inscrive in una storia universale e radicata di prevaricazione sulla donna. 

Questo è il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne che si celebra oggi, 25 novembre. 

Un fenomeno ancora troppo alto e che necessita di un lavoro sull’importanza delle prevenzione e sulle denunce come ha ricordato il capo dello Stato.

Nel nostro Paese il fenomeno della violenza sulle donne è ancora tragicamente alto e la sua denuncia ancora troppo reticente. Si devono, quindi, favorire le condizioni migliori per superare questo ulteriore ostacolo soprattutto negli ambienti – come quello lavorativo – dove risulta più difficile. 

Continua Mattarella. Anche il premier Conte, impegnato nel vertice UE a Bruxelles, interviene attraverso Facebook. 

Dal 2000 ad oggi sono state 3100 le donne uccise, più di tre a settimana. Dentro le mura domestiche, sul posto di lavoro, per strada. Donne che portano ferite indelebili, nel corpo e nell’anima. 

Intanto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, sempre con un post su Facebook, annuncia novità in arrivo con misure decisive per contrastare la violenza sulle donne offrendo garanzia preferenziale a denunce e segnalazioni. 

Al prossimo Consiglio dei ministri abbiamo all’ordine del giorno l’approvazione del disegno di legge sul Codice rosso che abbiamo già presentato con il ministro Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker, fondatrici dell’associazione Doppia difesa ispiratrice del provvedimento.  

Scrive il ministro ricordando dati agghiaccianti con una media di 150 l’anno omicidi l’anno, quasi uno ogni due giorni. 

Le sentenze ci dicono che sul totale delle condanne per omicidi di donne, l’85 per cento sono classificabili come femminicidio, perché avvenuti in ambito familiare o all’interno di relazioni sentimentali poco stabili. Nel 2017 sono state 2.018 le sentenze definitive per violenza sessuale, 1.827 quelle per stalking. 

Conclude il Ministro a ridosso della manifestazione che si è svolta nella giornata di ieri a Roma oltre 150mila persone impegnate nella manifestazione ‘Non una di meno’ giunta alla terza edizione. 

photo credits | instagram

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