Fumo: 80% del pacchetto con le conseguenze negative

Muoiono a migliaia solo in Italia a causa delle conseguenze negative del fumo, a milioni in tutto il mondo, ma per quanto si promulghino leggi restrittive il problema continua a sussistere ed a nulla servono i continui appelli dei medici.

di Vincenzo Avagnale 21 Novembre 2011 10:54

La lotta al fumo conosce in Italia un nuovo capitolo con la VI Conferenza Nazionale sulla BPCO, che con il titolo “quale futuro per i pazienti BPTO” lancia l’ennesimo allarme sulle terribili conseguenze del fumo ed espone dati copiosi e dettagliati che non lasciano spazio a dubbi: l’80% dello spazio sui pacchetti deve essere riservato ai messaggi scoraggianti e negativi e solo il 20% può essere lasciato per gli spazi necessari alla marca.

La patologia che più spesso colpisce i fumatori è quella che colpisce i polmoni ed ostruisce in maniera irreversibile le vie aeree (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva). La malattia si estende progressivamente, provocando un’infiammazione cronica del tessuto polmonare, che provoca una sempre più ridotta capacità respiratoria. I fumatori ci terranno a precisare che la sigaretta è solo uno dei fattori di rischio, mentre i medici ci terranno altrettanto a precisare che è anche quello preponderante.

Ogni anno in Italia muoio circa 70000 persone a causa del fumo e che non danno alcun ascolto ai sempre più presenti messaggi di avvertimenti. Sarebbero circa 12 milioni gli italiani che continuano a fumare le oltre 70 miliardi di sigarette all’anno che vengono consumate nel nostro paese. Per cui la conferenza sulla BPCO conclude che le politiche di dissuasione non sono abbastanza dure e bisogna inasprirle.

Addirittura si parlerebbe di impedire ai marchi del commercio di tabacco di esporre il proprio marchio sui pacchetti dei proprio prodotti, onde diminuirne la capacità pubblicitaria. Stefano Centani, presidente della Società Italiana di Medicina Respiratoria (SIMER) e Ordinario Malattie Respiratorie dell’Università degli Studi di Milano, ha spiegato che questa lotta contro le multinazionali del tabacco deve essere presa con maggiore decisione. Negli Stati Uniti certe misure non hanno trovato accoglimento ma: “se si riuscisse potrebbe essere una svolta poiché annullare un marchio commerciale potrebbe determinare disaffezione”.

Secondo Centani bisognerebbe inoltre indirizzare i messaggi negativi sui pacchetti di sigarette su temi su cui i giovani (principali consumatori) hanno maggiore sensibilità come: cattivo odore dell’alito e della pelle, denti gialli e capelli rovinati nonché diminuzione significativa della potenza sessuali. Questi infatti, paradossalmente, avrebbero la capacità di convincere i giovani molto più di nebulose minacce di morte per tumori o malattie respiratorie.

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