Fibrosi cistica, anche Facebook aiuta la ricerca

Un ciclamino per la ricerca su una patologia grave e pericolosa, che tuttavia può essere notevolmente meno dolorosa se presa in tempo: la fibrosi cistica. Anche su Facebook si mobilitano per aiutare.

di Vincenzo Avagnale 24 Ottobre 2011 14:54

Una patologia che colpisce molte donne, solo in Italia vengono diagnostica di anno in anno almeno 200 nuovi casi. Ora, in occasione della settimana nazionale per la ricerca su questa pericolosa patologia è arrivato anche l’aiuto del più popolare e clikkato dei social network: Facebook. 

Chiunque lo desideri può infatti sostituire la propria immagine del profilo personale con un ciclamino, che è in effetti il simbolo della fondazione sulla ricerca per la fibrosi cistica. Sebbene possa apparire banale questa iniziativa è invece molto importante, infatti il vasto pubblico di Facebook permetterà una diffusione eccezionale di questa tematica, con una conseguente sensibilizzazione della popolazione a questo problema.

Uno delle cose che più crea problema alla cura di questa patologia è il ritardo con cui viene diagnosticato, infatti è anche per invitare le donne ad effettuare più spesso controlli specifici in questa direzione che i volontari della fondazione per la ricerca saranno presenti nelle piazze italiane con i gazebo “Ciclamini per la ricerca“. I ciclamini venduta saranno utilizzati per raccogliere fondi per la ricerca vera e propria ma anche per informare maggiormente i soggetti a rischio.

Nuovi progetti e rifinanziamenti di quelli già avviati saranno le priorità per migliorare la qualità delle vita delle donne affette da questa patologia. Definita spesso: la peggiore delle malattie genetiche esistente nelle nazioni occidentali.

I medici di molte Asl, in tutte le regioni italiane, stanno diffondendo fra i loro pazienti, amici e conoscenti, opuscoli inerenti questa malattia, ma anche proponendosi per una diagnosi gratuita da effettuare in una data da stabilirsi. Se questa iniziativa dovesse realizzarsi si farebbe un notevole passo avanti, come dimostrato da iniziative simili per la prevenzione di patologie meno gravi, di solito di tipo odontoiatrico. Per questo tipo di malattia invece sarebbero necessari maggiori costi, in quanto gli esami necessari ad accertare la fibrosi, pur non essendo carissimi, sarebbe una grossa fetta del bilancio dell’associazione.

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