Fermata la flottiglia pro-Gaza a poche miglia dalla costa

La situazione di Gaza è quella che tutti conosciamo ed è ormai da diverso tempo che Israele mantiene un blocco navale per evitare che giungano rifornimenti a Gaza non controllati prima dai suoi militari.

di Vincenzo Avagnale 5 Novembre 2011 12:46

Le due navi erano salpate dalla Turchia nettamente intenzionate a rompere il blocco della Striscia di Gaza messo su da Israele con lo scopo ufficiale di controllare che i rifornimenti ai palestinesi possano passare solo attraverso Israele, che quindi si assicurerà che fra il cibo e le medicine non vengano nascoste armi di alcun genere. Secondo gli attivisti però sarebbe una scusa bella e buona per isolare la Palestina e quindi controllarne i destini.

Una delle navi è l’irlandese “Saoirse“, l’altra è la canadese “Tahrir“. I due vascelli sono stati bloccati a 48 miglia nautiche dalla destinazione e sono state abbordate, senza particolare grazia, dalla marina militare israeliana, che li ha poi condotti forzosamente al porto di Ashdod. Li gli attivisti del gruppo “Freedom Wawes to Gaza” sono stati consegnati alla polizia ed interrogati prima del rimpatrio ai paesi di provenienza.

L’intervento della marina israeliana si è concretizzato senza alcun ferito tra i 27 passeggeri delle due navi, come del resto preannunciato dalle autorità, che non volevano ripetere gli orrori capitati in una azione simile di alcuni mesi fa’. Israele aveva avvertito gli attivisti chiedendo molto prima quel fosse la loro destinazione e quando hanno ricevuto la risposta “il progresso dell’umanità” dal capitano della Tahrir, hanno quindi deciso di intervenire.

Secondo un video pubblicato dall’esercito israeliano, un piccolo commando di soldati si è avvicinato su due piccole imbarcazioni ed hanno messo in azione i cannoni ad acqua, per poi salire a bordo, il tutto in maniera molto efficiente e senza mai usare vere e proprie armi. Con una nota diffusa da Gerusalemme i militari hanno detto “la Marina di Israele ha adottato ogni precauzione necessaria per assicurare l’incolumità degli attivisti a bordo delle navi.” 

Insomma mano decisa e ferma, quella che Israele ha nei confronti del sempre maggior numero di attivisti che vorrebbero vedere una Palestina libera ed indipendente, ma senza sfociare in inutili e controproducenti (dal punto di vista dell’immagine) violenze.

Commenti