Esplode ordigno davanti Equitalia a Verona

Nessun ferito, solo danni al locale. Sul fatto, per il quale non sono ancora giunte rivendicazioni, indaga la Digos.

di Stefania Calabrese 5 Ottobre 2012 12:56

La nota agenzia di riscossione dei tributi ancora una volta nel mirino di contestatori e disperati: durante la notte un ordigno è esploso davanti alla sede di Equitalia di Verona.
La presenza del pacco bomba, notato presso l’ingresso dell’agenzia dalla guardia giurata durante il giro di ricognizione, è stata tempestivamente notificata alle forze dell’ordine, ma la deflagrazione è avvenuta prima che gli artificieri fossero giunti sul posto, intorno alle tre del mattino.
Data l’ora tarda, non risulta alcun ferito, ma solo danni alle vetrine della sede.

 
Durante i controlli, all’interno dell’edificio è stato poi ritrovato un secondo ordigno inesploso, anche questo di fattura artigianale come il primo.
Spetta ora alla Scientifica effettuare i rilievi e le analisi per accertare la natura delle bombe , per le quali non sono ancora pervenute rivendicazioni.
Si tratta dell’ennesimo attentato ai danni di Equitalia, al centro delle polemiche a causa dei severi metodi di riscossione e per l’elevata percentuale che la società percepisce per il recupero, circa il 9% delle somme iscritte a ruolo. L’aggio di riscossione viene pagato per metà dal Comune e per metà dal cittadino, ma se la cartella non viene pagata entro 60 giorni, tutto l’onere ricade sul cittadino debitore.

 
L’escalation di violenze e minacce subite da Equitalia sembrava essersi arrestata durante il periodo estivo, dopo che lo stesso premier Mario Monti si era recato presso la sede centrale dell’agenzia esattoriale per manifestare la propria solidarietà.
In base al nuovo decreto per lo sviluppo economico ( D.l. n. 70/2012, art. 7), dal 31 dicembre 2012 non spetterà più esclusivamente ad Equitalia la gestione del recupero delle imposte comunali: dall’anno prossimo questa attività potrà essere infatti affidata a società in house, interne cioè agli stessi Comuni, o a soggetti esterni convenzionati con i municipi italiani. Nel decreto non è stata tuttavia specificata la percentuale che queste società andranno ad applicare e resta pertanto il dubbio che l’aggio di riscossione possa realmente diminuire o essere corrisposto interamente dal Comune, sollevando i cittadini dal costo aggiuntivo.

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