Due libri per aiutare gli animali: Bosoni e Brambilla

Il primo segnalato è "Il Mondo di Yesod", di Marzia Bosoni, e il secondo è "Manifesto Animalista", di Michela Vittoria Brambilla.

di Giorgia Martino 14 Dicembre 2012 10:59

La sensibilità nei confronti degli animali parte dalla cultura. E non parliamo della cultura accademica, quella di professori e letterati, ma da una cultura diversa: una cultura ‘dell’anima’, una conoscenza, un bisogno di empatia, di provare e sentire ciò che i nostri simili (gli animali lo sono!) provano e sentono.

E sono proprio due iniziative culturali quelle che segnaliamo in questo articolo, ovvero due libri che parlano di animali e che aiutano gli animali, aiutando noi ad aiutarli.

Il primo a cui facciamo riferimento è di stampo fantasy e s’intitola Il mondo di Yesod. La sua autrice è ravennate e si chiama Marzia Bosoni, e proprio ieri, giovedì 13 dicembre, lo ha presentato presso il bar ‘Art Cafè’ di Ravenna in via Antica Zecca 14/16 alle ore 18. Il volume parla di un mondo composto da quattro regni caratterizzati dai quattro elementi, ossia Aria, Acqua, Terra e Fuoco. Questi quattro regni un tempo vivevano in armonia, perché governati dall’antico Potere, che però ad un certo punto è stato rubato da un Nemico, facendo cadere tutti in una guerra fratricida. Un giovane per ogni Regno dovrà partire alla ricerca delle Chiavi del Potere, che apriranno la fortezza di Ataf dove il Potere era custodito.

Dove sono gli animali ne Il mondo di Yesod? Ci sono eccome: parte del ricavato, infatti, sarà devoluto all’Enpa, che raccoglierà anche fondi per migliorare le condizioni dei cani del canile municipale.

Il secondo libro di cui vogliamo parlarvi è invece della paladina politica degli animali, ossia Michela Vittoria Brambilla, che ha scritto il suo Manifesto Animalista. Il libro, edito da Mondadori, parla di tutte le vicende che hanno accompagnato la passione animalista della Brambilla in tutti questi anni, come la chiusura dell’allevamento lager di Green Hill, il problema del randagismo, la lotta per sottrarre le caprette ai festeggiamenti pasquali, l’impegno per l’abolizione delle pellicce, l’apertura delle spiagge ai cani, la promozione di un’alimentazione vegetariana e molto altro.

Afferma l’autrice:

Con questo libro, già a partire dal titolo, voglio rivendicare il fatto di essere animalista, come altri milioni di italiani, voglio sdoganare la parola ‘animalista’, utilizzata da alcuni con un’accezione negativa. Essere animalisti vuol dire difendere la vita, anche degli animali.

La nostra deve essere una battaglia culturale e normativa. Se non cambiamo il nostro modo di vivere rischiamo di contribuire a un collasso globale.

Anche in questo caso, i diritti d’autore dell’opera saranno impiegati per sostenere gli animali in difficoltà.

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