Strage di Erba, Azouz chiede giustizia: “Rosa e Olindo innocenti”

Secondo il tunisino, che perse moglie e figlio quell'orribile 11 dicembre 2006, i coniugi Romano avrebbero pagato la loro ingenuità. Incredulo il suocero.

di Simona Vitale 11 Dicembre 2012 13:00

Fanno scalpore le parole di Azouz Marzouk che, a distanza di 6 anni esatti da quella che è stata ribattezzata come la strage di Erba. Parliamo degli omicidi avvenuti nell’appartamento di una corte nel centro della cittadina, dove furono uccisi a colpi di coltello e spranghe Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk, la nonna del bambino Paola Galli, e la vicina di casa Valeria Cherubini. Il marito della donna Mario Frigerio, presente sul luogo, riuscì a salvarsi perché creduto morto dagli assalitori. Dopo la strage, l’appartamento fu incendiato.

Ebbene, la sentenza definitiva nei confronti di Olindo Romano e sua moglie Rosa Bazzi, accusati della strage, non ha messo a tacere i dubbi di Azouz che, in quella orribile data, perse moglie e figlio. “Olindo e Rosa non sono i colpevoli, sono solo dei poveretti che stanno pagando la loro ingenuità”, dice Azouz, mentre per i coniugi Romano si prospetta la conferma dell’ergastolo.

“Credo che giustizia non sia stata fatta. Ogni volta che ci penso, mi vengono in mente particolari che mi convincono che a ucciderli non siano stati i Romano. Ci sono dei colpevoli in giro e degli innocenti in galera. Prima o poi farò uscire la verità”, riferisce a Il Giorno il tunisino, il quale vorrebbe che il procedimento giudiziario fosse riaperto al fine di consegnare i veri assassini della sua famiglia alla giustizia e salvare due “innocenti” dal carcere a vita, dimostrando che quella coppia così morbosa, in realtà, non ha commesso l’efferata strage.

Del tutto incredulo, invece, il nonno del piccolo Youssef che perse figlia, moglie e nipote l’11 dicembre del 2006.  “Non riesco a capire cosa lo abbia indotto a prendere questa posizione . Non ho parole. Io vado avanti, vivo nel ricordo di quelli che ho perduto, nella speranza e nell’attesa di raggiungerli”, ha aggiunto commosso e al contempo sbalordito Carlo Castagna.

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