Le autorità si scusano con Feng Jianmei, la donna forzata ad abortire

Le autorità cinesi si sono scusate con la donna costretta ad abortire e hanno sollecitato il governo perché riveda le politiche sulla famiglia.

di Elena Arrisico 15 giugno 2012 16:17

Le autorità cinesi hanno presentato le scuse alla donna che è stata costretta ad abortire al settimo mese di gravidanza e hanno proceduto alla sospensione di tre persone ritenute responsabili per quanto accaduto alla giovane.

Il fatto era stato denunciato dalle organizzazioni per i diritti umani, in quanto Feng Jianmei – 27 anni – è stata costretta ad interrompere la gravidanza, perché non in grado di pagare la multa per non aver rispettato il divieto di concepire più di un figlio. Il fatto è accaduto nella provincia settentrionale di Shaanxi, in Cina.

Sul web, si è diffusa la foto della donna stesa sul letto di un ospedale accanto al feto sanguinante. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Xinhua, le autorità della città di Ankang hanno aperto un’indagine sull’accaduto, sospeso tre persone e sollecitato il governo perché riveda le politiche sulla famiglia.

La donna è già madre di una bimba. L’aborto – se così si può ancora chiamare, dato lo stadio avanzato della gravidanza – è avvenuto il 2 giugno scorso.

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