Cosa fare se arriva un terremoto? Semplici regole di sopravvivenza

L'informazione è la prima difesa contro le tragedie: ecco un elenco di comportamenti corretti e da evitare prima, durante e dopo il sisma.

di Stefania Calabrese 30 Maggio 2012 0:34

Il problema dei terremoti è che nessuno è ancora in grado di prevedere quando si verificheranno e con quale intensità. Le uniche previsioni attualmente possibili sono di tipo statistico, basate sulla ricorrenza dei terremoti, e di tipo probabilistico, fondate sull’individuazione di zone ad alto rischio sismico. In Italia quasi la metà del territorio è ad alto rischio: secondo le stime della Protezione civile, i comuni compresi nelle zone più pericolose sono 3069 su un totale di 8101.

Paradossalmente gli italiani conoscono nei minimi dettagli i danni provocati dai terremoti, il numero di morti e feriti, le testimonianze dei sopravvissuti, ma in pochi sono informati sui piani nazionali, regionali, provinciali e locali previsti dalla Protezione civile per la prevenzione dei danni. Quando arriva un terremoto non c’è molto tempo per riflettere, ma è molto importante in quel frangente rimanere calmi e reagire con prontezza. Meglio quindi avere le idee chiare già da prima.

Saranno di seguito riportate poche, semplici norme che possono fare la differenza fra la vita e la morte in caso di emergenza.
PRIMA che arrivi un terremoto occorre sapere:

  • se ci si trovi in una zona a rischio;
  • quali siano i punti più sicuri della propria abitazione e del luogo di lavoro (muri portanti, travi in cemento armato, stipiti delle porte ecc) e memorizzare la posizione delle uscite d’emergenza, quando ve ne siano;
  • dove si trovino gli interruttori generali della luce, del gas e dell’acqua;
  • che tutti i componenti del nucleo familiare sappiano cosa fare in questi casi.

DURANTE il sisma è fondamentale:

  • non precipitarsi verso l’uscita quando ci si trova all’interno di un edificio, a meno che non si sia proprio in prossimità di essa, in quanto solitamente un terremoto dura pochi secondi o comunque meno di un minuto;
  • cercare riparo sotto l’arco di una porta in un muro portante o sotto una trave in cemento armato, o in alternativa sotto un tavolo robusto se si è in un edificio, e stare lontano in particolare dai vetri che si possono rompere e dagli impianti elettrici volanti;
  • quando si è all’aperto, allontanarsi da oggetti che potrebbero precipitare e non sostare sotto balconi o altri elementi architettonici;
  • verificare lo stato di salute di chi ci è vicino e che non vi siano principi di incendi.

DOPO il terremoto occorre:

  • chiudere gli interruttori di gas, corrente elettrica e acqua al fine di evitare cortocircuiti elettrici e facili inneschi di incendio e di esplosioni da gas;
  • uscire dagli edifici alla fine della scossa;
  • raggiungere le aree di raccolta o spazi aperti come piazze, terreni o strade ampie, in ogni caso tenersi lontano da edifici e linee elettriche;
  • evitare di utilizzare le automobili per non intralciare i soccorsi;
  • usare il telefono solo in caso di assoluta necessità;
  • non tempestare di telefonate i centralini dei Vigili del Fuoco, delle sedi amministrative, delle fonti di informazione o degli Osservatori Sismici: questi infatti non sono in grado di fornirvi nessuna informazione utile in più di quello che possedete già, e tanto meno di predirvi cosa succederà nelle ore successive.

Va ricordato infine che è importantissima l’organizzazione spontanea dei cittadini colpiti dal sisma poiché un atteggiamento attivo favorisce l’efficacia dei soccorsi.

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