Consiglio dei Ministri, il decreto dignità che sostituisce il Jobs act

Contratti a tempo indeterminato, semplificazione fiscale, multe per le imprese che delocalizzano: i punti del decreto dignità

di fabiana 3 luglio 2018 8:00
di maio renzi, elezioni

Avevamo promesso guerra al precariato, alla burocrazia al gioco d’azzardo e alle delocalizzazione, lo abbiamo detto e lo abbiamo fatto. 

Questo l’annuncio su Facebook del Ministro dello Sviluppo economico  Luigi Di Maio in un video pubblicato su Facebook dopo il Consiglio dei Ministri che ha approvato su proposta del premier Giuseppe Conte il decreto legge – decreto dignità, che introduce misure urgenti per la dignità non solo dei lavoratori, ma anche delle imprese.

Eliminazione dello spesometro, del redditometro, semplificazioni delle comunicazioni, ma anche limitazioni sull’utilizzo dei contratti di lavoro a tempo determinato per favorire i contratti a tempo indeterminato. 

Una serie di misure volte a ridurre concretamente il lavoro precario che relega ai datori di lavoro la possibilità di poter ricorrere ai contratti a termine solo ed esclusivamente in casi particolari. riservando la contrattazione a termine ai casi di reale necessità da parte del datore di lavoro. Il primo contratto a tempo determinato non potrà avere durata  superiore ai 12 mesi e il rinnovo sarà dettato solo da esperienze specifiche. In ogni caso il contratto a tempo determinato non potrà essere superiore ai 24 mesi.

Ai datori di lavoro viene concesso l’uso di forme contrattuali stabili aumentando dello 0,5% il contributo addizionale sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali, a carico del datore di lavoro.

Lo smantellamento del Jobs act passa anche attraverso il maxi indennizzo per licenziamento con l’aumento del 50% dell’indennizzo per i lavoratori ingiustamente licenziati. In caso di licenziamento senza giusta causa, l’indennizzo per il lavoratore può arrivare anche fino a a 36 mensilità.

Il decreto intervenire anche contro la delocalizzazione attuata da imprese che abbiano ottenuto dallo Stato aiuti per impiantare, ampliare e sostenere le proprie attività economiche: per le imprese che delocalizzano, decade l’aiuto pubblico e scattano anche delle sanzioni pecuniarie “di importo da 2 a 4 volte quello del beneficio fruito”.

Annunciata e attuata anche la semplificazione fiscale: prevista la revisione del redditometro, approvato il rinvio dello spesometro (invio dati delle fatture emesse e ricevute), abolizione dello split payment per i professionisti. 

Prevista una norma che aiuta gli insegnati delle lauree magistrali che per effetti della sentenza del Consiglio di Stato dovevano essere licenziati: per il momento si è arrivati a una proroga di 120 giorni per trovare una soluzione.

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