Comico nigeriano arrestato per droga, ma aveva solo mangiato pesante

Il comico nigeriano è sempre stato oggetto di attenzione fra i media locali e adesso praticamente non si parla d'altro da quando è stato accusato di aver ingerito droga ed invece si trattava solo di porridge particolarmente denso.

di Vincenzo Avagnale 5 Novembre 2011 18:47

Quando uno nasce per far ridere è difficile cambiare atteggiamento, anche per questo il nigeriano Babatunde Omidina è diventato un comico e solitamente nelle sue performance nella Nollywood africana del suo paese si esibiva prendendo in giro se stesso. Oggi però c’è un nuovo motivo per riderne, ma lui non deve essersi affatto divertito; infatti è stato fermato per 18 ore dopo essere stato arrestato in aeroporto per spaccio di sostanze stupefacenti!

Di stupefacente però in questa storia c’è solo un errore tanto grossolano, quanto madornale; infatti il comico, conosciuto dalla maggior parte della popolazione come “Baba Suwe“, non aveva affatto ingerito pacchetti contenenti droga, ma semplicemente del porridge locale particolarmente denso e (come lui stesso ci ha tenuto a precisare) “decisamente difficile da digerire“.

La macchina per il controllo all’aeroporto però non la pensava così e quelle macchioline bianche all’interno dello stomaco di Omidina erano troppo sospette per non essere droga, per cui il comico è stato arrestato e tenuto in fermo per 18 ore, ossia il tempo necessario a farlo evacuare e constatare che la presunta droga non c’era. Secondo le autorità verrà rilasciato già da Venerdì su cauzione, mentre per lui arriverà con ogni probabilità la caduta di tutte le accuse dopo le analisi più approfondite delle feci.

La Nigeria, come molti paesi dell’Africa occidentale è un nodo cruciale per il transito di droga proveniente dai paesi latino-americani, per poi essere inviata verso l’Europa. Per questo motivo molti dei rapporti economici fra le nazioni del vecchio continente con questo paese sono subordinate ad un severissimo controllo del narcotraffico. Non stupisce quindi che anche solo delle macchioline sospette siano bastate ad incarcerare il povero 53enne, che secondo parecchi testimoni non ha trovato proprio nulla da ridere nel suo imprigionamento e nel trattamento riservatogli dalla “National Drug Law Enforcement Agency“, che a suo dire non è stato affatto delicato.

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