Colle, terza votazione. Forza Italia verso il non voto alla quarta

Il secondo scrutinio si è concluso con un nulla di fatto, dato che Pd, Fi e Ncd hanno votato scheda bianca. Berlusconiani spaccati.

di Luca Fiorucci 30 Gennaio 2015 16:48

E’ iniziata oggi alle 15 la terza votazione delle Camere unite in seduta comune per l’elezione del presidente della Repubblica, dopo che il secondo scrutinio, che si è svolto stamattina, si è concluso con un nulla di fatto, dato che Pd, Forza Italia e Ncd hanno votato ancora scheda bianca, essendo impossibile raggiungere il quorum di due terzi dell’assemblea, pari a 673 voti. Domani, alla quarta votazione, quando il quorum si abbasserà a 505 voti, il Pd voterà il suo candidato, il giudice costituzionale Sergio Mattarella, assieme a Sel, Scelta Civica e Per l’Italia, un’ipotesi, però, che ha fatto infuriare Silvio Berlusconi, che si è sentito “tradito” e ha parlato di “altolà alle riforme“. In mattinata si è tenuto un vertice di Forza Italia con Ncd per decidere come comportarsi domani: gli azzurri starebbero pensando di non partecipare al voto, anche per evitare che qualcuno, magari facente capo alla minoranza guidata da Raffaele Fitto, nel segreto dell’urna, possa indicare proprio Mattarella.

Fitto ha riunito i suoi autonomamente e il gruppo, quindi, deciderà da solo come comportarsi, ma intanto l’eurodeputato pugliese ha attaccato duramente i vertici del partito, definendo in una nota la fantomatica riunione dei cosiddetti “uffici di presidenza” una “ottima iniziativa solo se è un preannuncio di dimissioni e azzeramento. In caso contrario, è un’ennesima riunione autoreferenziale e priva di legittimazione“. Il capogruppo forzista Renato Brunetta, invece, ha accusato Renzi di aver “rotto il patto” con Berlusconi, sostenendo che ora “non ha più la maggioranza e quindi andrà alle elezioni anticipate“. A Brunetta ha replicato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti, che ha affermato: “Spiace che Brunetta evochi le elezioni. Ma il buon Brunetta si metta il cuore in pace. Voteremo nel 2018, dopo aver fatto le riforme“.

Anche il Nuovo Centrodestra è spaccato, sebbene il capogruppo Nunzia De Girolamo abbia annunciato: “Noi domani voteremo scheda bianca ma nell’incontro con Fi parleremo anche di questo“. Alcuni, infatti, tra cui il ministro Beatrice Lorenzin e l’ala siciliana del partito, vogliono infatti sostenere Mattarella e l’alleanza con Renzi, mentre altri, fra i quali il ministro Maurizio Lupi, vorrebbero seguire le decisioni prese da Forza Italia. Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ritiene comunque che si possano ancora ricucire i rapporti con i berlusconiani, “forse già sabato in aula“. Gli altri partiti, per ora, hanno continuato a votare i loro candidati di bandiera, ossia Vittorio Feltri per Lega e Fratelli d’Italia, che al secondo scrutinio ha ottenuto 51 voti, Ferdinando Imposimato per il Movimento 5 Stelle (123 voti), Stefano Rodotà per gli ex grillini (22 voti), Luciana Castellina per Sel (34 voti), Emma Bonino per il Psi (25 voti).

Il Movimento 5 Stelle, intanto, sta valutando la possibilità di una nuova consultazione sul blog di Beppe Grillo per vedere se continuare a votare Imposimato o sostenere Mattarella, anche se per far questo i grillini aspetterebbero “una richiesta formale da parte del Pd”. Secondo alcune indiscrezioni, però, il Movimento non farà convergere i suoi voti sul candidato del Pd, ma, qualora Imposimato si ritirasse, potrebbe votare Prodi, arrivato secondo alle Quirinarie. In serata potrebbe esservi un’assemblea del gruppo per definire la linea sul quarto scrutinio. Sul blog di Grillo è però comparso intanto un articolo, firmato da Lorenzo Sani, in cui Mattarella viene attaccato duramente per una vicenda riguardante l’uranio impoverito e risalente a quando egli era ministro della Difesa.

Commenti