Civitanova Marche, affonda un peschereccio: due morti e due dispersi

A bordo vi erano sei marinai, tre romeni e tre pugliesi. Due si sono salvati. Forse un'onda anomala la causa del naufragio.

di Luca Fiorucci 2 Aprile 2015 22:53

Un peschereccio è affondato questa mattina nell’Adriatico, circa due miglia al largo di Civitanova Marche, in provincia di Macerata. A bordo vi erano sei marinai: quattro sono stati soccorsi da un altro peschereccio che si trovava in zona, ma due, Michele Fini, 25 anni, di San Giovanni Rotondo (Foggia), e Giorgio Toma Viorel, 25 anni, romeno, in condizioni assai gravi per ipotermia, sono morti dopo essere stati trasportati a terra e soccorsi dal 118. Vi sarebbero anche due dispersi: Maroga Costeli, 35 anni, e Simion Vasile, 39, entrambi romeni. Gli altri due marittimi, Leonardo Coccia, 23 anni, e Aldo Leo, 37, entrambi di Cagnano Varano (Foggia), sono in ospedale, a Civitanova, dove stanno facendo accertamenti per il forte stato di ipotermia, essendo caduti in mare, ma le loro condizioni non sarebbero gravi.

Leo ha raccontato: “Questa notte avevamo fatto un carico di 60-80 quintali di cozze quando è arrivata un’onda anomala da levante che ha spostato il carico tutto da un lato e ha fatto rovesciare l’imbarcazione. Il comandante ha fatto in tempo a dare l’allarme ma prima dell’arrivo dei soccorsi siamo rimasti in mare per circa un’ora e mezzo“. Con il passare del tempo diminuiscono le speranze di ritrovare i dispersi ancora in vita, ma le ricerche andranno avanti, anche se sono rese più difficili dalla scarsa visibilità in acqua, causata dalle recenti mareggiate. Anche il relitto non è stato ancora recuperato, e a tale scopo sarà adoperato un ecoscandaglio e sarà coinvolto nelle ricerche il peschereccio che ha riportato in salvo uno dei superstiti, per capire meglio dove è affondato.

L’imbarcazione si sarebbe rovesciata davanti alla foce del Chienti, questa mattina verso le 6.30, mentre scaricava le cozze appena pescate. Nel tratto di mare compreso fra Civitanova Marche e Porto Sant’Elpidio operano quattro motovedette della Guardia Costiera e i sommozzatori del nucleo subacqueo di San Benedetto del Tronto, mentre l’area è sorvolata da un aereo della Guardia Costiera e da un elicottero dei vigili del fuoco. Lo “Sparviero” era un peschereccio a due motori, lungo 16 metri per 16 tonnellate di stazza lorda, era stato costruito nel 1997 ed iscritto al Compartimento marittimo di Rodi Garganico, raccoglieva cozze per conto della Euromitili di Cagnano Varano (Foggia) ed era spesso di stanza nel porto di Civitanova Marche.

Vi sono due inchieste aperte sul disastro, una penale e una della Capitaneria di porto. Il comandante dello “Sparviero” non è stato ancora ascoltato, ma, secondo l’ammiraglio Francesco Saverio Ferrara, comandante della Capitaneria di porto di Ancona, la dinamica del naufragio induce a ritenere che i marinai non fossero regolari e non avessero l’esperienza necessaria, e il carico di cozze era forse eccessivo.  Sarebbe stato un parente di uno dei marinai imbarcati sul peschereccio, in quel momento al telefono con il congiunto, a lanciare l’allarme. Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Riccardo Nencini ha espresso il suo cordoglio alle famiglie delle vittime ed è in contatto con la capitaneria di porto di Ancona.

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