Dai centristi sì all’agenda Monti. Il Pdl lo attacca

Vertice tra Casini, Cesa, Riccardi e Montezemolo: ok al programma del premier, deciderà lui su lista unica. Schifani lo attacca: "Conferenza politica".

di Luca Fiorucci 24 Dicembre 2012 20:41

Dopo l’annuncio del presidente del Consiglio Monti, che si era detto disponibile a guidare le forze politiche che avessero aderito alla sua Agenda Italia, le forze centriste si dicono pronte a sostenerlo e a sottoscrivere quel programma, mentre alcuni esponenti del Pd e del Pdl hanno manifestato l’intenzione di lasciare i loro rispettivi partiti per un impegno diretto in suo favore. Questa mattina si è svolto un vertice dei “centristi”, dove Casini e Cesa dell’Udc hanno incontrato i fondatori di “Verso la Terza RepubblicaLuca Cordero di Montezemolo e Andrea Riccardi, per dirsi in piena sintonia con l’Agenda Monti e per decidere se presentarsi alle elezioni con una lista unica o più liste “federate”, per poi rimettersi alla decisione del premier su questo punto.

Nel frattempo continua il lavoro sul territorio, dal quale giungerebbe un forte entusiasmo sia nei confronti dell’Udc che nei confronti di “Verso la Terza Repubblica”. Il leader dell’Udc Casini ha spiegato: “Adesso è tutto nelle mani del presidente Monti. Nelle prossime ore sarà lui a raccogliere i consensi e i sostegni alla sua agenda. Sarà lui a decidere se sarà meglio procedere con una lista piuttosto che con più formazioni”. Per il ministro Riccardi, il movimento che si formerà attorno all'”Agenda” del premier proverrà dal tentativo di “affermare un modello culturale, politico e, perchè no, elettorale, una posizione nuova”.

Dal centrodestra giungono invece critiche al Professore. Per il presidente del Senato Renato Schifani,Quella di Monti è stata una conferenza politica, fuori luogo gli attacchi a Berlusconi”. Il segretario del Pdl Angelino Alfano accusa il premier di voler smembrare Pd e Pdl, ma, aggiunge, “Il Professore fallirà”. Nello stesso Pdl, però, sono cominciate le prime defezioni in favore del nuovo progetto politico creatosi attorno a Monti. Il caso più eclatante è quello di Franco Frattini, che esprime “grande apprezzamento per l’attività e i risultati del governo Monti” e annuncia la fine del suo impegno nel Pdl, precisando poi: “Mi interessa un Ppe italiano, ma non voterò mai contro Berlusconi“. Pronti ad uscire dal Pdl anche Pisanu e Cazzola, mentre Mauro sembra più incerto.

Nel Pd, invece, il giuslavorista Pietro Ichino rinuncia a candidarsi alle primarie da parlamentare per aderire all’agenda Monti, seguito da Benedetto Adragna,  Lucio D’Ubaldo, Flavio Pertoldi e Giampaolo Fogliardi. Il giuslavorista ha inoltre ammesso di aver contribuito a scrivere il documento programmatico del premier, dopo che “Dagospia” aveva scoperto che il file con estensione pdf dell’Agenda Monti era stato creato dal “prof. Pietro Ichino“. Questi ha spiegato: “Non c’è nessun mistero, nè alcun giallio: tutto è stato fatto alla luce del sole. Molte delle tesi esposte nel “manifesto” di Monti sono le stesse di un documento presentato il 29 settembre in un’assemblea pubblica e sottoscritto da diversi parlamentari del Pd.

 

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