Capua, ragazza vuole essere accompagnata all’altare dal padre che la violentò

Il papà è in carcere per aver abusato di lei, ma la giovane spera nella clemenza del giudice affinchè il padre possa condurla in Chiesa

di Simona Vitale 17 Ottobre 2011 17:37

Quello che probabilmente dovrebbe essere il giorno più bello, desiderato della vita di una giovane ragazza, ovvero quello del proprio matrimonio, può anche nascondere dei retroscena amari e delle scelte difficili, forse anche non del tutto condivisibili.

Questa storia giunge da Capua, in provincia di Caserta, dove una ragazza di 21 anni, di cui non è dato rivelare il nome, convolerà a nozze con il suo fidanzato a gennaio. Fin qui nulla di strano. Tuttavia F (iniziale di fantasia) vorrebbe che ad accompagnarla all’altare fosse suo padre, 55enne attualmente detenuto in carcere a Prato, dove sta scontando una doppia pena per violenza sessuale, perpetrata proprio ai danni della figlia.

Se il giudice di sorveglianza accetterà la richiesta della giovane, il padre-violentatore potrà offrirle il braccio e accompagnarla all’altare.

Gli inizi della vicenda risalgono a 4 anni fa, dove la ragazzina viveva con la famiglia modesta in una casa sita in una frazione di Capua. Un bel giorno il padre, lavoratore saltuario e alcolizzato, violentò la figlia, all’epoca 17enne.

L’uomo, processato e condannato a 5 anni, venne quasi subito scarcerato dal Tribunale del Riesame perchè l’episodio venne definito sporadico e tornò così a vivere con moglie e figli. Poco dopo la decisione di andare a vivere a Prato, dove gli echi di questa orribile vicenda probabilmente mai sarebbero giunti, iniziando così una nuova vita.

Tuttavia l’episodio tanto sporadico non lo è stato, dal momento che l’orco-papà ha tentato nuovamente di abusare della figlia. Nuovo processo, nuova condanna stavolta ad un anno e 8 mesi che il signor D.L. sta scontando nel carcere di Prato. Tuttavia a siffatta condanna, si aggiungerà anche quella sospesa di 5 anni, per un totale di quasi 7 anni di reclusione.

Nel frattempo F. si è rifatta una vita, ha conosciuto un bravo ragazzo con il quale ha deiciso di sposarsi. C’è da dire che avendo un fratello più piccolo e uno più grande, avrebbe potuto scegliere quest’ultimo per accompagnarla all’altare.

E invece no. Questa giovane ragazza ha scelto la via, probabilmente più difficile, del perdono, dell’abbandono del rancore verso quella che è probabilmente l’offesa più grande che un genitore possa fare ad un figlio. Una scelta non sindacabile e che probabilmente va solo rispettata alla luce della volontà di trasformare la vegogna in riscatto attraverso la via del perdono di suo padre.

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