Cane viene sepolto vivo per 40 ore e sopravvive

Un uomo sente un lamento proveniente da alcune macerie, si affaccia e nota che un povero cane è rimasto intrappolato e rischia di morire di fame e sete, allertati immediatamente i soccorsi.

di Vincenzo Avagnale 4 Novembre 2011 18:42

La crudeltà verso gli animali è un deprecabile fenomeno che purtroppo ancora oggi colpisce molti degli esseri più amati dall’uomo: i cani. Quando poi c’è un’intenzionalità bruta e senza pietà risulta addirittura difficile credere che sia possibile trattare così male un essere vivente, eppure un uomo ha sepolto vivo il suo cane.

Jerry, questo è il nome del cane, è stato salvato grazie alla segnalazione di un passante che si muoveva sul territorio di Desenzano del Garda, in provincia di Brescia. La polizia municipale è prontamente intervenuta ed è riuscita a salvare il povero animale sepolto da ben 40 ore sotto mezzo metro in un appezzamento di terreno nella campagna di Denzano.

Gli agenti dopo essersi recati sul luogo della segnalazione hanno sentito un fievole “lamento proveniente da sotto le macerie” come ha detto uno degli agenti stessi, che ha poi provato a scavare a mani nude scoprendo il muso del cane ancora vivo per puro miracolo. Jerry si è rivelato essere un segugio di razza bretone, dal pelo bianco e rossiccio, fortunatamente adesso è fuori pericolo e sta bene.

A prendersi cura di lui adesso sono i veterinari della locale Azienda Sanitaria, che hanno rassicurato delle sue condizioni, anche se l’animale avrebbe delle lesioni sul treno posteriore e piaghe da decubito. Il terreno in cui il cane era stato sepolto vivo apparteneva proprio al proprietario, il quale interrogato in merito ha sostenuto di aver creduto che il suo cane fosse ormai morto. Dovrà spiegarlo al Pubblico Ministero, che per ora ha affidato lo sfortunato cane al canile sanitario di Brescia fino al termine delle cure, dopo le quali sarà affidato al canile di Desenzano.

La storia ha portato il presidente nazionale dell’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), Carla Rocchi, a dichiarare: “un fatto di una gravità inaudita che purtroppo conferma come, nonostante i passi avanti compiuti dal nostro Paese in materia di tutela e protezione degli animali, continuino a sussistere pericolose sacche di inciviltà, ignoranza ed intollerabile crudeltà“.

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